Rovigo, 6 novembre.  Ultimamente  c’è una vera e  propria pandemia me-diatica della destra post fascista sui quotidiani di Rovigo. Oggi, came-ratescamente ospite il capocronista de “Il gazzettino” Donato Sinigaglia, è la volta dell’attacco alla Resistenza e della proposta di ri-conciliazione fra massacratori e massacrati, che proviene da  Piermarino Veronese, Segretario prov. “la destra”. 


Para-fascisti per la ri-conciliazione
Rovigo, 6 novembre. Ultimamente c’è una vera e propria pandemia me-diatica della destra post fascista sui quotidiani di Rovigo. Sono camera-tascamente ospitati a chiare “lettere” e non manca giorno che “la de-stra”, “forza n-uova” o il “nuovo msi” non illustrino la loro demagogia su qualsiasi tema, dagli immigrati (classico) al crocefisso in aula. Partitini che dovrebbero dovrebbero, invece essere denunciati per la violazione della legge Mancino, n.122 del 1993, “istigazione all’odio”, o della legge Scelba n. 645 del 1952, “riorganizzazione del disciolto partito fascista”.

Oggi, ospite e complice il capocronista de “Il gazzettino” Donato Siniga-glia, è la volta dell’attacco alla Resistenza e della proposta di ri-concilia-zione fra massacratori e massacrati. Piermarino Veronese, Segretario prov. “la destra”, parte da una critica pretestuosa a Mimì Sangiorgio (partigiano sopravvissuto a campo di concentramento nazi-fascista) che considera troppo religiosa la cerimonia del del 19 ottobre scorso, nel 64° anniversario dell’eccidio, dei 43 martiri del nazi-fascismo di Villamarzana.

Veronese, che si definisce “uno che viene considerato fascista, perché di destra”, parte da lì per fare la sua proposta, “Perché noi vogliamo ricon-ciliarci e non essere sempre in perenne conflitto”.

Qualcuno lo spieghi a Veronese che la ri-conciliazione parte caso mai dalle vittime e non dai persecutori. Che vada a fare la pace, a nome degli assassini nazi-fascisti in divisa, coi figli delle vittime di Villamarzana. Che non c’è ri-conciliazione con chi persegue per ideologia crimini contro l’umanità. La ri-conciliazione, semmai, parte dalla richiesta di perdono e dall’abbandono delle ideologie che hanno prodotto il crimine.
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                               lettera destra 6 novembre.
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.                                          Mimì Sangiorgio a Mathausen.
                          
Mimì Sangiorgio, 24 luglio 1944 Mathausen 
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RIFERIMENTI (il contesto)
Questo articolo è tratto dalla rassegna “Un pavido autunno di nebbie e morti”, notiziario da morti viventi in crudele luce stroboscopica. Una cronaca fon-damentale per la conoscenza del territorio, un vero e proprio sillabario, il-lustrato, di alfabetizzazione sulla partitocrazia polesana.
> “Un pavido autunno di nebbia e morti
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Una Risposta a “Para-fascisti per la ri-conciliazione con le vittime”

  1. Piermarino Veronese detto

    Vede,gentile signore,se lei avesse prestato più attenzione alla lettura di qull’articolo e se il contestato direttore del Gazzettino avesse pubblicato le due ultime righe che gli avevo inviato,forse sarebbe riucito a comprendere il significato di quella lettera. Sono veramente dispiaciuto.Potrei anche inviargliele ma è mia convinta opinione che non servirebbe a nulla, sarebbe come fare pipì controvento ….mi bagnerei tutto.

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