Rovigo, 9 novembre. Renzo Marangon, con manifesti giganti 3×7, affissi a Rovigo, apre la campagna elettorale per le regionali della primavera 2010. L’ultima possibilità per rinnovare l’incarico da assessore e gua-dagnarsi la pensione dopo una vita da politico doc democristiano.

                              renzo marangon 3x7
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Renzo Marangon, il “gigantismo del nano”
Operazione di restyling per lo storico democristiano
Rovigo, 9 novembre
. Da alcuni giorni sono comparsi, all’uscita del Multi-piano, in piazza D’Armi ed in altre parti di Rovigo, alcuni manifesti giganti, 3×7 metri, “Grazie Renzo”: la scritta è posta a lato della foto di Renzo Marangon, inquadrato di tre/quarti, e sotto di essa sta la descrizione di quattro progetti dell’assessore regionale alle Politiche del territorio.
Un’invasione di facce giganti che aprono la campagna elettorale per le elezioni regionali della prossima primavera. Ed anche una operazione di restyling (restauro di facciata) per Marangon, nato nel 1955 ed iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1974, che nelle ultime elezioni provincia-li ha ingaggiato una lotta senza esclusione di colpi col coordinatore polesano del Pdl Mauro Mainardi (sostenuto dall’onorevole Luca Bellotti).
L’enorme manifesto manifesta la cosiddetta sindrome del “gigantismo da nanerottolo”, che potrebbe deflagrare, come la rana che scoppia per di-ventare bue nella favola di Fedro. Renzo è infatti noto per la sua statura da un “metro ed una spanna” alla quale accompagna anche una gibbo-sità che lo ha fatto soprannominare il “gobbo di Cantonazzo”. Una no-mea che gli ha procurato orde di devoti che vogliono accarezzargli la protuberanza, quella posteriore per carità!, perché pare porti fortuna.

RESTYLING – lifting inevitabile per Renzo Marangon, già segretario pro-vinciale e regionale del Movimento giovanile democristiano – nella secon-da metà degli anni Settanta, già pupillo e segretario particolare del go-vernatore democristiano Antonio Bisaglia nel 1983. Fu anche eletto sin-daco di Rovigo nel 1993, “dalla parte dei cittadini” che abbandonò po-chissimo tempo per dopo per andare in Consiglio regionale (ad un milio-ne di lire in più al mese – dalla parte di Renzo Marangon) a sostituire l’a-mico geometra Giulio Veronese. Veronese, gran paròn del Polesine dal 1983 al 1993, assessore regionale agricoltura, quello dei viaggi di stu-dio truffa degli agricoltori veneti a Las Vegas (ai casinò, non nei campi agricoli): fu dismesso dal Consiglio regionale nel 1993 per corruzione e concussione sugli appalti degli ospedali veneti, e del monastero degli olivetani di Rovigo.

Renzo Marangon è stato candidato Presidente, e perdente, della provincia di Rovigo, per Forza Italia, alle elezioni dell’anno 2004. Eletto alle regionali con 7010 preferenze (toccatine di gobba), è assessore regionale all’Urbanistica dal 15 aprile 2005.
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RIFERIMENTI (il contesto)
Questo articolo è tratto dalla rassegna “Un pavido autunno di nebbie e morti”, notiziario da morti viventi in crudele luce stroboscopica. Una cronaca fon-damentale per la conoscenza del territorio, un vero e proprio sillabario, il-lustrato, di alfabetizzazione sulla partitocrazia polesana.
> “Un pavido autunno di nebbia e morti
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