Luca Dall’Ara, direttore Csv, bandito romeno?

settembre 12, 2010

Rovigo, 12 settembre. Egregio capocornista de “Il gazzettino” di Rovigo, Le segnalo un incredibile svarione di Cristina Fortunati che, secondo prassi omeopatica (della sua anima), segue la “cronaca nera”. A pag. XIV della cronaca locale odierna, ad illustrazione dei due “banditi” rome-ni presi dai Cc, mette una foto segnaletica sbagliata. Quella sopra, di M.N, di 34 anni, raffigura non il bandito romeno, ma il direttore del Csv di Rovigo Luca Dall’Ara, soprannominato, per i tratti somatici, il Cary Grant del volontariato polesano: gli occhi determinati, la bocca decisa, la ma-scella volitiva, a caratterizzare una espressione pacata ma risoluta.

                                     
Un direttore che, checché ne dica Graziella, una delle rarissime e coeren-ti attiviste per i Diritti Umani del territorio, “sono tutti banditi al Csv”, è persona degna di stima. Egli, non avendo mai fatto politica (proviene dall’Arearebus di Claudio Curina e di Lino Callegarin), si dedica da anni ed anni, e con onestà, a questo gravoso compito. In ciò sostituendo, in prassi e sostanza, il primo coordinatore del Csv, all’epoca gestito dalla Provincia (1998), Livio Ferrari pure – ma casualmente, dipendente della Provincia. Luca diede prova di grande sensibilità già agli inizi di carriera, nell’agosto 1996 quando dirigeva l’Informagiovani, in seguito alla notizia dell’arresto di un comune amico nigeriano (difeso da Biancoenero perché usato come “capro espiatorio” in una indagine di droga): si mise a pian-gere a dirotto ed è errato sostenere che piangesse non per l’amico ma per il fatto che nell’agendina, sequestrata dalla polizia, ci fosse anche il suo nome ed avesse paura di essere coinvolto. Ed è assolutamente falso, per finire con le malelingue, che nel 2001 abbia dato dello psico-patico a Roberto Costa, di Biancoenero, dicendogli «lo so che hai più meriti della Muraca per fare il giornalista al Csv che io dirigo, però tu mi hai criticato sui giornali ed io non ti ho preso». E’ ininfluente sottolineare che Daniela Muraca fosse dello stesso partito della presidente Cominato. Va invece sottolineato, a difesa dell’impegno della pure presidente Auser Lucia Cominato, che le associazioni di volontariato della provincia di Ro-vigo presentano un’elevata concentrazione di popolazione anziana fra i loro aderenti, superiore alla media regionale*.
Insomma, la classe di Luca non è acqua e la coerenza non è un optional. Per dimostrare la sua volonterosità Egli si è anche iscritto agli “amici della bici” di Carlo Zagato, in contiguità e continuità storica col già vice-presidente Csv. Insomma un baluardo di indipendenza ed autonomia sia dagli assessorati provinciali, prima di Lino Callegarin e poi di Tiziana Vir-gili, che dall’influsso della potente presidente Lucia Cominato prima e di Vani Franceschi dopo. Infatti Luca ha strillato forte perché la figlia del presidente Franceschi (che alzò ben bene la voce) non fosse assunta “regolarmente” alla Cgil, ravvisando in ciò un tradimento degli ideali del volontariato. Come dire dal volontariato al tangentariato. Come si è bat-tuto strenuamente, ma purtroppo invano – ma una battaglia persa è lo stimolo per una nuova, perché il Csv non chiudesse per ferie ad agosto: che diamine, le associazioni di volontariato non vanno in ferie!
Infatti, proprio nel periodo indicato, l’onesto e coerente direttore del Csv (con buona pace di Cominato e Franceschi), pare abbia preparato una esauriente scheda con mansioni, ruoli e modalità di assunzione, delle varie persone che lavorano presso la sede del Csv. Una scheda da inol-trare alle mille associazioni di volontariato polesane, secondo il principio degli ideali e della trasparenza che animano le associazioni (sennò si chiamerebbero partiti), l’attività delle quali permette che questi dipen-denti, anche se non hanno mai fatto volontariato, possano lavorare con adeguato stipendio, in questi tempi cupi di crisi del lavoro. 
Epperciò, egregio capocornista de “Il gazzettino”, la Redazione Biancoe-nero insiste perché venga subito e solertemente rettificata la crudele im-magine segnaletica lombrosiana** che raffigura un bandito romeno con il volto, le fattezze la fattispecie, la grinta, dell’intrepido Luca Dall’Ara.

                                        
Nell’immagine, la parametrazione fisiognomica delle fattezze di Luca Dall’Ara – dal sito del Csv, e del ”bandito” romeno M.N.

* Rovigo è la terza provincia veneta per consumo di droghe, la seconda per consumo di bevande tossiche (alcoliche) e la prima per popolazione anziana fra le associazioni del volontariato. Alle persone normali sfugge la correlazione lo-gica di questi dati. Ma ogni buon studioso di sistemica relazionale, o direttore dei 78 Centri di servizio per il volontariato, sa che c’è.

**La teoria lombrosiana delle fattezze deliquenziali, sembrerebbe confermata da “L’uomo è ciò che mangia” (e quindi di-mostra ciò che è), del filosofo Feuer-bach, ma contrariata dai detti popolari tipo “l’apparenza inganna”.
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RIFERIMENTI (il contesto)
In una crudele estate rodigina, sfilano sul proscenio polesano estivo, figurine e figuranti di una unica farsa partitocratica. Sillabario illustrato da sfogliare con una granatina. > > Una crudele estate rodigina – notizie a cubetti

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