“Stupefacente” squadra mobile rodigina

settembre 21, 2010

Rovigo, 21 settembre. A volte ci si chiede che fine facciano le piante di cannabis sequestrate da Polizia e Carabinieri in tutto il Polesine. A volte viene il sospetto che gli agenti possano fumarla per verificarne il princi-pio attivo e così, intontiti, perdere il controllo delle “operazioni”. Come nel caso di 28 piante estirpate e sequestrate a Roverdicrè, salvo sco-prire – il giorno dopo, che erano regolarmente piantate dal Centro di ricerca per le culture industriali. 

                                       
                      Squadra volante dopo verifica del principio attivo
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ACCANIMENTO TERAPEUTICO*
Per inciso va detto che questo accanimento terapeutico delle forze di polizia, con uso frequente di elicotteri per pattugliare costantemente le più remote campagne ed il delta del Po, per trovare magari cinque pian-te di marjuana mimetizzate in mezzo ad un canneto, oltre che dispen-dioso economicamente, non reprime l’uso della sostanza, induce il coltivatore biologico ad approvvigionarsene, magari con prodotto di pessima qualità, da altri fornitori, incentivando la mafia che la veicola.

*Per accanimento terapeutico si intende – secondo la definizione contenuta nel Codice di deontologia medica (1998) – “l’ostinazione in trattamenti da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un mi-glioramento della qualità della vita”. Si tratta di una pratica pressoché unanime-mente condannata, sul cui rifiuto si registra una significativa convergenza tra differenti tradizioni morali, sia religiose che laiche. 
                   
                      Ricerche di cannabis con elicotteri sul delta del Po

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Scovata piantagione di marijuana
Era vicina a campi di soia
Roverdicrè: la Squadra Mobile di Rovigo ha trovato, estirpato e sequestrato 28 piante. Il campo era raggiungibile da una strada sterrata, ancora ignoto il proprietario della coltivazione

Rovigo, 18 settembre 2010 – Il Resto del Carlino online. Scoperta una piantagione di marijuana in Polesine. Era coltivata in estensioni con-siderevoli a Roverdicrè, a poca distanza da Rovigo, vicino ad appez-zamenti di soia, per cercare di mimetizzarla.
La Squadra Mobile di Rovigo, coordinata da Bruno Zito, ha trovato la piantagione al termine di accertamenti approfonditi. La piantagione di marijuana era raggiungibile percorrendo una strada sterrata.
Scoperte dagli agenti 28 piante di altezza variabile dagli 80 ai 200 cen-timetri. Le piante sono state estirpate e sequestrate. Il proprietario della coltivazione è ancora sconosciuto, le indagini della polizia sono ancora in corso.
                                                                   
                Poliziotta in posa con cannabis – da restituire (Il gazzettino)
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QUESTURA Scoperte ventotto piante nella campagna di Roverdicrè
La marijuana coltivata con la soia
Rovigo, 19 settembre – Il gazzettino. (c.fo) Una vera e propria piantagione di cannabis nascosta nella campagna di Roverdicrè. Per raggiungerla occorre percorrere un chilometro e mezzo di strada sterrata che parte da via Santa Caterina. Venerdì a scoprire la coltivazione sono stati gli uomini della squadra mobile, diretta da Bruno Zito, che hanno seque-strato ben ventotto piante di marijuana di altezza variabile, tra gli ot-tanta centimetri e i due metri.
Da tempo la polizia è sulle tracce delle coltivazioni di cannabis che ven-gono realizzate in luoghi isolati e poco visibili, in terreni demaniali, a volte nelle vicinanze di corsi d’acqua. Far crescere le piante ottenendo buoni livelli di principio attivo non è un compito semplice: occorrono ac-corgimenti da provetto agricoltore. E proprio sulle necessarie visite al proprio “orto” da parte del coltivatore contano le forze dell’ordine per individuarlo. Purtroppo in questa stagione le piogge finiscono col dira-dare le innaffiature, frequenti invece durante i mesi centrali dell’estate.
La piantagione scoperta dalla squadra mobile è uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi tempi. I poliziotti sono arrivati al luogo dove era stata realizzata venerdì, dopo un periodo di accurate indagini. Le ven-totto piante di cannabis si trovavano ordinate in filari posti tutti all’e-sterno di un campo coltivato a soia, aldilà della recinzione, nel lato più nascosto dalla strada. In questo modo, per chi fosse per caso passato, le coltivazioni sarebbero state nascoste dall’altra vegetazione. Accorgimenti che hanno permesso di farle crescere per mesi, fino a maturazione prima che venissero scoperte. Le piante avevano tutte le infiorescenze e un primo esame, con l’apposito reagente, ha permesso di stabilire che si tratta di marijuana che dovrebbe avere un alto contenuto di principio attivo. Su questo punto si attende l’esito delle indagini più approfondite.
La squadra mobile sta indagando ora, con ulteriori accertamenti, per risalire ai coltivatori della cannabis. Partendo con lo stabilire a chi ap-partiene la strada bianca che conduce alla piantagione.
                      
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Coltivazione di Cannabis fra i campi
La Squadra mobile recupera 28 piante a Roverdicrè
Rovigo, 19 settembre – La voce
. La piantagione era nascosta fra le col-ture e la vegetazione della campagna di Roverdicrè. Gli uomini della squadra mobile di Rovigo, però, sono riusciti ad individuarla e seque-strarla. Si tratta, nel complesso, di 28 piante di marjuana , alte dagli 80 centimetri ai due metri. I poliziotti stanno conducendo le indagini per arrivare all’individuazione dei responsabili della coltivazione illecita…
La piantagione era stata ben mimetizzata, lontano da strade asfaltate, per raggiungerla occorreva percorrere un lungo tratto di uno stradone che parte da via santa Caterina. Era stato tutto organizzato per bene: le piante suddivise in filari ordinati, come in un orto ben curato, ed ad ogni stelo era stato applicata una targhetta identificativa che ricordava probabilmente, il mese in cui era stata immessa nel terreno. Un accor-gimento per indovinare con precisione il momento in cui i semi sarebbero arrivati al giusto punto di essiccazione…
La piantagione era stata ricavata in un terreno non riconducibile ad al-cun proprietario, all’interno della recinzione di un terreno coltivato e na-scosto fra i campi di grano ed erbe selvatiche. Sistemi spesso adottati da chi coltiva piante illegali, per poi ricavarne stupefacenti, in modo da non renderle riconducibili ai coltivatori con facilità. Gli uomini della squa-dra mobile di Rovigo, coordinati dal commissario Bruno Zito, hanno però imboccato la pista giusta per rintracciare la piantagione e porla sotto se-questro. Prossima tappa l’analisi approfondita della cannabis recuperata per verificare quanto principio attivo fosse presente nelle 28 piante. A.G.
                    
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CAMPIONARIO DI NOTIZIA STUPEFACENTE
Il Pulitzer della risata – Nel leggere il “campionario” dagli scritti di Cristina Fortunati-Alberto Garbellini, va ricordato che le piante di cannabis, con tanto di targhetta identificativa, sono regolarmente coltivate dal Centro di ricerca per le colture industriali di via Amendola. In un appezzamento parziale, in un normale campo agricolo, a cui si accede (dopo un km e mezzo) per un normale sterrato di campagna, in una desolatissima zona extraurbana. E sono piante da accudire metodicamente. Anche la descri-zione delle accurate indagini messe in atto, e da tempo dalla polizia, fatta dai due “Ric e Gian” dell’informazione rodigina, è spassosamente stupefacente, se si pensa che bastava indagare sul proprietario del campo per risparmiare giorni e giorni di mobilitazione di pubblici ufficiali.

«Una vera e propria piantagione di cannabis nascosta nella campagna di Roverdicrè. Per raggiungerla occorre percorrere un chilometro e mezzo di strada sterrata… La piantagione era stata ben mimetizzata, lontano da strade asfaltate, per raggiungerla occorreva percorrere un lungo tratto di uno stradone che parte da via santa Caterina… Da tempo la polizia è sulle tracce delle coltivazioni di cannabis che vengono realizzate solita-mente in luoghi isolati e poco visibili, in terreni demaniali, a volte nelle vicinanze di corsi d’acqua. Far crescere le piante ottenendo buoni livelli di principio attivo non è un compito semplice: occorrono accorgimenti da provetto agricoltore. E proprio sulle necessarie visite al proprio “orto” da parte del coltivatore contano le forze dell’ordine per individuarlo… La piantagione scoperta dalla squadra mobile è uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi tempi. I poliziotti sono arrivati al luogo dove era stata realizzata venerdì, dopo un periodo di accurate indagini… Era stato tutto organizzato per bene: le piante suddivise in filari ordinati, come in un orto ben curato, ed ad ogni stelo era stato applicata una targhetta identificativa che ricordava probabilmente, il mese in cui era stata im-messa nel terreno. Un accorgimento per indovinare con precisione il momento in cui i semi sarebbero arrivati al giusto punto di essiccazione… Le ventotto piante di cannabis si trovavano ordinate in filari posti tutti all’esterno di un campo coltivato a soia, aldilà della recinzione, nel lato più nascosto dalla strada. In questo modo, per chi fosse per caso pas-sato, le coltivazioni sarebbero state nascoste dall’altra vegetazione. Accorgimenti che hanno permesso di farle crescere per mesi, fino a maturazione prima che venissero scoperte… La squadra mobile sta indagando ora, con ulteriori accertamenti, per risalire ai coltivatori della cannabis. Partendo con lo stabilire a chi appartiene la strada bianca che conduce alla piantagione… Gli uomini della squadra mobile di Rovigo, coordinati dal commissario Bruno Zito, hanno però imboccato la pista giusta per rintracciare la piantagione e porla sotto sequestro. Prossima tappa l’analisi approfondita della cannabis recuperata per verificare quanto principio attivo fosse presente nelle 28 piante (vedi foto)».
                                           
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RETTIFICA DI NOTIZIA
Cannabis per uso terapeutico
Le piante sequestrate sono di proprietà del centro di ricerca
Rovigo, 20 settembre
– Il Resto del Carlino. Le piante di cannabis seque-strate l’altro giorno a Roverdicrè sono di proprietà del Cra-Cin di Rovigo, ossia del Centro di ricerca per le Colture Industriali di via Amendola. A dichiararlo è Giampaolo Grassi, primo ricercatore del centro: «Quelle se-questrate sono piante prive di sostanze psicotrope. Un’azienda farma-ceutica spagnola ci ha commissionato uno studio per ricavare un estrat-to per la cura del tumore al colon». … «Ma a volte – spiega Grassi – dob-biamo chiedere aiuto a qualche agricoltore che ci affitta il terreno perché troppe piante vicine potrebbero contaminarsi e danneggiare lo studio». Ed è in pratica quello che è accaduto a Roverdicrè. … «Sono cose che possono accadere, ma io possiedo tutte le autorizzazioni del caso», spiega Grassi…
                                       
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L’ERRORE
La cannabis sequestrata era destinata alla sperimentazione
21 settembre – Il gazzettino. (c.fo) La polizia sequestra una piantagione di cannabis a Roverdicrè e il giorno dopo si scopre che erano piante de-stinate alla sperimentazione di proprietà del Centro di ricerca per le col-ture industriali di via Amendola. Lo ha reso noto Giampaolo Grassi, primo ricercatore dell’istituto. Gli esemplari in questione sarebbero privi di prin-cipio attivo e destinati a uno studio sulle loro proprietà in campo antitu-morale. Posti sul limitare di un campo di soia, a circa un Km e mezzo dalla strada asfaltata, erano passati a lungo inosservati. Tanto che ormai avevano raggiunto anche i due metri di altezza. Poi qualcuno deve averli notati e segnalato quella coltivazione “proibita” alla questura.
Ora si scopre che, in realtà, la piantagione sarebbe stata largamente autorizzata. E che il Cra coltiva varietà di marijuana in luoghi diversi dal Centro per evitare contaminazioni tra le specie.
Peccato che la polizia non ne sapesse nulla. Da qui è nato l’equivoco, visto anche che le piante non erano in zona “confinata”, ma in un’area liberamente accessibile a chiunque. Senza alcun cartello che ne riven-dicasse la proprietà. Accorgimento che se da un lato evita pericolose pubblicità, dall’altra può dar luogo a sgradite sorprese. Come quella avuta da Grassi e colleghi che rischiano così di vedersi vanificati mesi e mesi di lavoro. Intanto sono iniziate le procedure per il dissequestro delle piante di cannabis sradicate.
                                          
Via santa Caterina, periferia di Roverdicrè, dove sta lo sterrato e la coltivazione
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AL CENTRO RICERCHE PER LE COLTURE INDUSTRIALI
Comunichiamo anche alla Polizia i luoghi delle coltivazioni
Rovigo, 23 settembre. «Da sette anni facciamo queste coltivazioni e ne mandiamo nota dettagliata (raccomandata con ricevuta di ritorno) con indicazioni della quantità e la mappa dove è situata la coltivazione, a tutti gli organismi preposti – spiega Giampaolo Grassi, primo ricercatore del centro. – A Polizia, Carabinieri, Guardia Forestale e Guardia di Finan-za. Le piante non erano assolutamente mimetizzate, tant’è che arrivano ad un’altezza di due metri a lato di un campo di soia di 80 cm. E veniva-no coltivate per uno studio sul tumore al colon». Il ricercatore spiega, inoltre, che è stato buttato un anno di lavoro con un danno economico di alcune decine di migliaia di euro.  
                                          
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RIFERIMENTI (il contesto)
In una crudele estate rodigina, sfilano sul proscenio polesano estivo, figurine e figuranti di una unica farsa partitocratica. Sillabario illustrato da sfogliare con una granatina. > Una crudele estate rodigina – notizie a cubetti

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Una Risposta to ““Stupefacente” squadra mobile rodigina”

  1. Chris detto

    Ahahah! Esilarante. Grazie.

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