Al funerale del pacifismo di Rovigo
marzo 23, 2011
Rovigo, 23 marzo. Con patrocinio e presenza degli assessori Pace di Co-mune e Provincia, Giovanna Pineda e Tiziana Virgili, si celebra il funerale dei pacifisti rodigini al soldo dei partiti di centrosinistra: 10 persone in piazza a manifestare contro la guerra alla Libia. Con una voce di dissen-so, per una “no fly zone” a tutela dei Diritti Umani nel Polesine ed una esortazione a Pineda e Virgili: Go home!!!
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Il comunicato (e volantino) di convocazione
NO ALLA GUERRA!
Convocazione straordinaria del Tavolo Provinciale della Pace
Convocazione straordinaria della Consulta per la pace e i Diritti Umani
Appello alle Associazioni e alla Società Civile
Mercoledì 23 marzo 2011 - Piazza Vittorio Emanuele (Ro) – ore 18,30
Si può definire “umanitaria” una guerra? Si può sostenere che la no fly zone sia un intervento per la delimitazione di uno spazio aereo, quando le città vengono bombardate dal mare e dall’aria?
C’è motivo di ritenere che in questa guerra c’entrino gli approvvigiona-menti di petrolio, dopo il disastro nucleare giapponese, e c’è motivo che di ritenere che c’entrino gli approvvigionamenti e la distribuzione dell’ac-qua, e la pressione della marea di migranti sopraffatti dalla povertà e dal disprezzo dei diritti umani.
Non è così che si fa la pace:
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuo-ve e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (Costituzione della Repubblica Italiana – art. 11)
Difendiamo i diritti umani.
Fermiamo le armi.
Fermiamo l’escalation della violenza.
Cessino i bombardamenti da tutte le parti.
Diciamo no alla guerra e all’indifferenza.
La pace ha bisogno di maggiore assunzione di responsabilità di tutti.
La cittadinanza è invitata.
Provincia di Rovigo – Presidente e Assessore alla Pace e ai Diritti Umani
Tiziana Virgili
Comune di Rovigo – Assessore alla Pace e ai Diritti Umani
Giovanna Pineda
Consulta Pace Diritti Umani Comune di Rovigo
Roberto Tommasi
10 PERSONE PER UNA MANIFESTAZIONE ISTITUZIONALE
La manifestazione contro la guerra alla Libia, è promossa dagli organi istituzionali della partitopoli di centro-sinistra rodigina, Assessore alla Pace e Diritti Umani della Provincia – Tiziana Virgili, e del Comune – Gio-vanna Pineda, con la Consulta pace Diritti Umani Comune di Rovigo – Roberto Tommasi. Viene convocata alla 18,30 in piazza Vittorio Emanue-le dove confluiscono, con poche bandiere italiane e due della Cgil, po-chissime persone, nonostante il patrocinio e la “convocazione straordi-naria” super istituzionale: invece che la “società civile”, la società parti-tica. Poche persone collegate direttamente, e soprattutto, a Rifonda-zione Comunista. Come Diego Foresti, Donatella Tamburin, Graziella Baratela, Cristina Lippi, Patrizia Donzelli, il segretario Lorenzo Feltrin. Con Luciano Bombarda de “Il fiume”, Lucia Biancardi area Virgili, alcune pensionate Spi Cgil, uno studente già vecchio e retorico come i parteci-panti, Antonio Gambato (a cervello impoverito) e la parvenu Marilena Gheller. Al microfono, uno stantìo qua-qua-qua, di Pineda, Virgili, Foresti, Tamburin e Tommasi, officia l’orazione funebre sulla bara del pacifismo istituzionale rodigino, fisiologico al partitume locale.
I
Il povero portaborse Antonio Gambato sostiene il microfono (simbolo fallico?) alla Presidente della Provincia Tiziana Virgili in evidente difficoltà motoria a sorreggere il comunicato da leggere e lo stesso simbolo fallico.
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Per una “no fly zone” a tutelare i Diritti Umani anche in Polesine
Anche Biancoenero in piazza per la Pace in Libia e in Polesine
E mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo ad una valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
Sparagli Piero sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
Fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere a terra a coprire il suo sangue
E se gli spari in fronte o nel cuore
Soltanto il tempo avrà per morire
Ma il tempo a te resterà per vedere
Vedere gli occhi di un uomo che muore…
40 anni dalla parte di vinti
Il movimento pacifista in Italia nasce negli anni ’60 sull’onda del movi-mento di contestazione globale arrivato dagli Stati Uniti. E con differenti ramificazioni, ad esempio quella hippie di “mettete dei fiori nei vostri cannoni” o la “Ballata di Piero” di Fabrizio de Andrè – citata all’inizio, si estende e si intrinseca al movimento del ’68. Già dai primi anni ’70 si manifestava per la Palestina invasa ed oppressa, alla fine degli anni settanta contro le basi missilistiche statunitensi a Comiso, ai primi anni ’90 contro la prima guerra del Golfo (Stati Uniti ed ONU), alla fine anni ’90 contro la guerra alla Serbia (Governo Dalema ), ai primi anni 2000 contro la guerra in Afganistan. Lì, dalla Serbia, nasce la locuzione paradossale “guerra umanitaria”, una catastrofe linguistica, a cui segue la “guerra preventiva”. Un paradosso, si dice anche ossimoro, in linea col portato giudaico-cristiano, linfa e dna della nostra società Occidentale. Così Obama, Presidente di una nazione che esporta guerre in diverse parti del mondo, ha ricevuto il Nobel per la pace, così il Presidente Napolitano, garante della Costituzione, e plaudente una settimana prima – il 12 mar-zo, a chi era sceso in piazza a difesa della Costituzione, viola lui mede-simo la Costituzione (art.11 “L’Italia ripudia la guerra…”) difendendo la “responsabilità” degli Italiani schierati in guerra contro la Libia.
D’altronde le uniche aziende che non risentono della crisi economica, in Italia, sono quelle che producono armi da esportare nel Sud del mondo (il governo Berlusconi ha esportato 11 mila pistole e fucili alla Libia).
A casa i “pataccari” del pacifismo
Ora, dopo 40 anni dalla parte dei vinti, pretendiamo almeno un po’ di coerenza e di onestà nel movimento pacifista. Se l’assessore alla Pace ed ai Diritti Umani della provincia di Padova denuncia un attivista alla pace per un articolo di satira politica, il Coordinamento Provinciale per la pace avvisa l’assessora che prima di dichiarare guerra, con tanto di av-vocati della Provincia, ad un diritto di opinione, dovrebbe cercare una mediazione e gestione dei conflitti. Se l’assessore alla pace ed ai Diritti Umani del comune di Padova, assume amici senza concorso, contribuisce e finanzia gruppuscoli della sua area partitica, viene denunciata alla Pro-cura per non avere dato il concordato contributo ad una associazione per una manifestazione a ricordo dello sterminio degli “zingari” durante la seconda guerra mondiale, oppure (viene segnalata) perché non for-nisce informazioni pubbliche sui contributi dati alle associazioni amiche, ebbene, la Consulta Pace del comune di Padova si dimette uniteral-mente per non essere fisiologica e complice della violazione della Dichia-razione dei Diritti dell’Uomo di tale assessora. Quello che è successo a Padova potrebbe succedere (anzi, forse è già successo anche a Rovigo con le assessore pace pertinenti ma non con la presa di posizione dei pacifisti istituzionali) ed allora, visto che da quarant’anni manifestiamo invano per la Pace, e chiediamo ancora protezione e “no fly zone”, anche per la Palestina, dopo quarant’anni dalla parte dei vinti riven-dichiamo dignità e coerenza. la stessa Pace e Giustizia sociale che rivendichiamo per la Libia, la Palestina ed il Kosovo, la rivendichiamo ad alta voce anche per il Polesine, dove da anni è in atto una guerra gestita dai partiti, contro il diritto al lavoro (art. 1 e 4 della Costituzione) ed alla rappresentazione culturale dei senza tessera, per esempio. Secondo la teoria dei frattali e la moderna globalizzazione, non ci può essere effet-tiva Uguaglianza e Giustizia sociale se non parte anche da noi, dal no-stro territorio. Fuori i pataccari ed i partitocratici dal movimento pacifista, Giovanna Pineda, Tiziana Virgili e tirapiedi di partito, GO HOME!!!

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Continua
> Rovigo 2 aprile, per la pace contro le guerre
In adesione alla manifestazione nazionale per la Pace, Roma – piazza Navona, anche a Rovigo si tiene un presidio pubblico in p.za Vittorio E-manuele – Gran Guardia, dalle ore 17.
> Biancoenero per la Pace e i Diritti dei Migranti
Rovigo, 9 aprile. Presso la gran Guardia, in piazza Vittorio Emanuele dalle ore 17, presidio contro la guerra in Libia, a difesa dei Diritti Umani dei migranti e della Costituzione. La manifestazione è promossa da Bian-coenero, a significare una “pedagogia dell’umanità”, col progetto “Adotta la Pace, ospita un migrante”.
> Per la Pace per i Diritti Umani e per Vittorio Arrigoni
Rovigo, 16 aprile – 29° giorno di guerra. Presso la gran Guardia, in piazza Vittorio Emanuele dalle ore 17, Biancoenero invita ad un “presidio” con-tro la guerra alla Libia ed ai migranti: a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (Art.1). Col progetto “Adotta la Pace, ospita un migrante”. Una mani-festazione contro tutte le guerre, a portare anche ricordo del pacifista Vittorio Arrigoni morto assassinato per il suo impegno civile.
> Presidio per la pace ed i Diritti Umani
Sabato 23 aprile, 36° giorno di guerra alla Libia, Biancoenero organizza il consueto presidio, dalle ore 17, davanti alla gran Guardia in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo, a difesa della Costituzione (Art.11, “L’Italia ripudia la guerra”) e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Un sabato nel villaggio globale a testimoniare che i Diritti Umani ci riguardano tutti, perché facciamo parte di una sola razza, quella Umana… Continua…
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