2 giugno: Festa dell’Italia che ripudia la guerra

giugno 2, 2011

Rovigo, 2 giugno. In piazza Vittorio Emanuele per la cerimonia ufficiale della Festa della Repubblica, nel 65° anniversario, anche i pacifisti a ricordare il 76° giorno di guerra alla Libia. [Con un saggio di antropologia culturale della Festa della "ghenga" in Prefettura]. 
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LA BANDIERA PACIFISTA
Sfilano in piazza le Forze Armate ma presidiano, con la bandiera, anche gli ultimi pacifisti rodigini, ricordando che : «l’Italia ripudia la guerra. Ar-ticolo 11 della Costituzione».
                                        
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LA SCOMPARSA DEI SEDICENTI PACIFISTI…
Ed i ringraziamenti del Comandante dei Carabinieri
Rovigo 2 giugno, ore 11,30, piazza Vittorio Emanuele. Se l’anno scorso c’e-ra una nutrita delegazione di persone a manifestare per la Pace, que-st’anno, con la guerra alla Libia è scomparso anche il sedicente movi-mento pacifista rodigino. Ritornato e rintanato nelle sagrestie di parroc-chia o di partito, alle sedi degli “affari” del volontariato, alle varie con-gregazioni di “loggia”. Ne è un esempio l’assessore alla Pace della Pro-vincia, Tiziana Virgili, schierata dalla parte delle Forze Armate, sul palco coperto – e poi a festeggiare ed a mangiare in conviviale in Prefettura, mentre noi pacifisti festeggiamo sul listòn, sotto il sole cocente.
I tempi stanno cambiando, cantava Bob Dylan nel 1964, ed oggi i tempi sono cambiati a Rovigo dove fare il pacifista non sta più “dalla parte del formentòn”. Nel necrologio funebre per falsi ed ipocriti pacifisti rodigini, vanno debitamente ricordati: Assopace, Emergency, Zitte mai, Viva –per finta la Costituzione, Arci-Solidarietà, Consulta per la Pace e Tavolo per la Pace di Rovigo e Provincia, Popolo viola…
Una citazione di cronaca va fatta per il Tenente Colonnello Andrea Firrin-cieli, comandante Carabinieri di Rovigo, che, alla fine della manifestazio-ne (alzabandiera e deposizione corone ai caduti) si è avvicinato, in tenu-ta da parata, a stringere la mano ai manifestanti augurandosi di trovare un gruppo più numeroso l’anno prossimo.
                                             
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… E I PACIFISTI INVISIBILI
Rovigo, 3 giugno. Nonostante fossimo ben visibili ed appariscenti, con la bandiera speciale a tre colori della Pace, e fossimo stati anche fotogra-fati in primo piano dai fotografi dei giornali, siamo letteralmente scom-parsi dalla cronaca dei tre –per uno, quotidiani, locali, dicasi “Il resto della voce del gazzettino”. 
                                        
                                        
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Note di antropologia culturale per un museo della memoria partitocratica 
LA FESTA SI SPOSTA IN PREFETTURA
Dall’alzabandiera all’alza bicchiere
Rovigo, 3 giugno. Reduci dalla pesante cerimonia dell’alzabandiera, le au-torità politiche, civili e religiose del Polesine si spostano in Prefettura a blandire il sole cocente e le asperità della celebrazione con vivande e vini a rimpinguare i succhi gastrici. A dimostrazione che per il “gotha polesa-no della politica e dell’imprenditoria” [ma qui in Redazione la si definisce  "ghenga" - Ndr] ogni occasione è buona per rimpinzarsi a spese dei con-tribuenti. Nel 65° anniversario di Festa della Repubblica, nel Polesine, nell’occasione da “grande abbuffata”, si celebra ancora ufficialmente la Prima Repubblica, quella della “ghenga”, della partitocrazia, dei rappre-sentanti di facciata civili e istituzionali [ma "pataccari" potrebbe essere una definizione più pertinente per chi mette in mostra medaglie e collier - Ndr].  Perché ci si chiede con quale criterio siano stati selezionati gli abbuffati abbuffantesi al buffet prefettizio e se non sia una presa in giro, in tempi di crisi economica, che personaggi già ricchi di per sé, spesso a spese dello Stato – che vuol dire dei contribuenti, possano approvvigionarsi di cibo e bevande pregiate a spese dello Stato – che vuol dire dei sempre più oberati contribuenti: occorre ricordare che in  Italia, una famiglia su tre non arriva alla fine del mese e per farlo intacca i propri risparmi, se-condo il “Rapporto Italia 2011” della Eurispes.

Sindrome da “sregolazione pulsionale”: foto di gruppo in Prefettura
A proposito di “rapporti” segnaletici sulla condizione sociale italiana
In Prefettura “se magna e se beve” [e se caga, se ci è concesso – Ndr] senza limiti, regole o remore. Con i partecipanti a dimostrazione visibile, edulcorata e ridanciana, della sindrome da “sregolazione pulsionale”. Così è stata sintetizzata la diagnosi del disagio italiano stilata dal Rap-porto Censis, nel dicembre 2010. Ecco la descrizione di tale sindrome che, suddivisa in frasi, è stata usata come pertinente didascalìa per le fotografie pubblicate: «una società malata nell’inconscio, dominata dal-l’imperativo al consumo e al godimento, ma priva di desiderio, regolata da un ginepraio inefficace di norme e poteri, ma priva di legge e di auto-rità simboliche in grado di orientarne le scelte e gli investimenti». 
[Nella foto la pagina apocrifa, ma realistica, de "La Voce" (se invece di mangiare a sbafa facessero del vero giornalismo), con le pertinenti didascalìe per i portatori prefettizi da "sregolazione pulsionale" - Ndr].
                                   

Una pagina per il museo della memoria
Ecco alcuni stralci da “La Voce” di Rovigo di venerdì 3 giugno. Una vera e propria pagina di antropologia culturale da incorniciare e conservare per il costituendo museo della memoria partitocratica polesana.
«Un ricevimento per onorare la Repubblica», titola a tutta pagina il quo-tidiano locale, che in “occhiello” lo definisce «Un incontro sobrio con il quale festeggiare il 65esimo anniversario dell’Unità» [in verità si tratta del 65° anniversario della Repubblica e del 150° dell’Unità – Ndr].
La conviviale inizia alle ore 18 e viene descritta così: «Il gotha polesano della politica, dell’imprenditoria e dell’associazionismo ha reso omaggio ieri pomeriggio al prefetto di Rovigo, Romilda Tafuri, nel giardino interno di palazzo Salvadego Sgarzi, per una conviviale celebrativa del 65esimo anniversario della fondazione della Repubblica».
Fra le celebrate celebrità a gozzovigliare in atto pubblico, molti sindaci polesani a partire da Bruno Piva di Rovigo a Ivan Dall’Ara di Ceregnano, a Nicola Garbellini di Canaro e poi Valeria Cittadin segretaria Cisl, Loren-zo silicone Belloni presidente della Camera di Commercio, Girolamo Astolfi di Confartigianato, Valentino Boschi della Coldiretti, e, in ordine sparso, tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Nelle immagini di quella che pare una comica prefettizia, in stile “risus abundat…”, si riconosce il pensionato insegnante Merchiori che da sin-daco pure pensionato non perde occasione per brindare alla pensione, Paolo Avezzù presente come dipendente di banca e come Consigliere più ricco della dismessa Giunta Merchiori – 129.422 euro dichiarati nel 2010, il segretario di Cgil Fulvio Dal Zio intento a promuovere sinergie occupazionali vicino a “calice sinistro” Azzalin, Consigliere regionale a 10 mila euro al mese, Tiziana trapunta Virgili, la ricca “sparagnina” di Fratta, alcune signore dalla dentiera che vale il reddito annuo di un operaio ed ufficiali in divisa in servizio psico-attivo. Perché occorre ricordare che lo sbandierato alcool è considerata una droga dalla Organizzazione Mondia-le di Sanità e la Prefettura di Rovigo, con questa cerimonia [in cui si po-trebbe configurare l’incitamento all’uso ed abuso alcolico – Ndr] tiene alta la bandiera del primato europeo: il più elevato consumo alcolico al mondo. Fonte accreditata rivela che dalle numerose immagini fisiognomiche è stato censurato l’economista sommelier Adriano involtìn Buoso, perché intento a rimpinzarsi di intingoli con la bava sbrodolante dagli angoli del-la bocca, i baffi a rosmarino ed occhietti porcini [anche Sergio "bavarolo" Garbato beccato con le dita a caccolarsi il naso - Ndr]. E che dire di Andrea fanfe Pirani, che nessuno ha mai capito quali requisiti abbia per percepire 97 mila euro l’anno come dirigente comunale [e, infatti, prossimo alla pen-sione, il suo posto resterà vacante - Ndr], in tale occasione adeguatamen-te pertinente alla bisogna gastronomica come referente alla cul-tura, in senso letterale? E di Luigi piròn Costato, presidente ante litteram della cultura intesa in senso gastronomico dell’Accademia dei Concordi [tipo le pantagrueliche cene a Fratta Polesine a base di "spaghetti alla Carbona-ra"? - Ndr], temporaneamente costipato? A tale riguardo, di fisiognomica applicata al sociale, va segnalato il Prefetto Romilda di coppe Tafuri che appare in ben tre immagini col bicchiere incollato alla mano ed il vescovo
Soravito che per la sua buona stazza non poteva mancare al magna-ma-gna e che il salame, di casa, lo vuole “grande così”. Una nota di costume riguarda il faccione di Vittorio il parrucchiere che conclude la rassegna fotografica [mentre di Gigi il meccanico si è persa, ahimè, notizia -Ndr]. 
A finire l’articolo [per decenza non firmato – Ndr] alcune note di “sobrietà” del ricevimento: «… con un buffet veramente goloso di specialità polesa-ne, di terra e di mare, dal salame di casa al risotto con gli scampi, dalla frittura mista dell’Adriatico alle polpette di carne. Il tutto annaffiato con prosecco, vino rosso e bianco e un tavolo intero dedicato a frutta e dolci. Un ricevimento sobrio, allietato dalla musica leggera di un duo compo-sto da chitarra e flauto traverso per rendere omaggio al Tricolore».
[Se il Polesine si potesse dividere in due categorie di consumatori, da una parte ci sarebbero "i mangiatori di loto", tutti agghindati a gozzovigliare nel-l'oblìo di una tragica realtà, che investe invece "i mangiatori di patate", umili e dismessi, in una tavola accuratamente separata, a sostentarsi con quel poco che basta a sopravvivere - Ndr]. Cultura > I mangiatori di patate 
                                      

“Voci” accreditate confermano come il ricevimento si sia decorosamen-te concluso nei numerosi “gabinetti” della Prefettura attrezzati degna-mente allo svuotamento viscerale e verticale. Nel qual caso ai tromboni sfiatanti e sfegatanti pare sia stata applicata adeguata sordina per evitare rumorose flatulenze [per chi “del cul fece trombetta”, per citare Dante Alighieri, “Inferno”, canto XXI – Ndr] e dove ciò non fosse riuscito, l’inno di Mameli, diffuso appropriatamente dagli altoparlanti, avrebbe
sommerso i gorgogliosi e rutilanti scarichi anali [se si può dire così – Ndr].
                                 
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Informazioni prefettizie “nel segno della trasparenza”
Rovigo, venerdì 10 giugno. Dopo diversi tentativi, si riesce a rintracciare il Capo Gabinetto – e vice Prefetto aggiunto, dottor Luigi Vitetti, che, do-po avere consultato il Prefetto, risponde alle due semplici domande for-mulate: 1- i costi della cerimonia, 2 – la lista delle persone invitate.
«Proprio nel segno della trasparenza le fornisco le informazioni richieste, che sarebbero riservate – spiega il Capo Gabinetto. – La cerimonia è stata fatta coi fondi che il Ministero fornisce alla Prefettura e la cifra è esigua. Alla manifestazione, la lista è molto lunga [si tratterebbe di circa duecento persone – Ndr], sono state invitate tutte le autorità istituziona-li, politiche, civili, amministrative, sindacati, banche, associazioni». Come dire che nel “segno della trasparenza” non appare proprio nulla, che non sia una generica generalità di forma e di sostanza. Resta la legitti-ma curiosità di sapere perché sia stato invitato, e che autorità rappre-senti,  Vittorio il parrucchiere e non Gigi il meccanico – da biciclette.
                                       
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RIFERIMENTI > Primavera per la Pace ed i Diritti Umani
Cronaca delle manifestazioni di Primavera (dal 19 marzo di dichiarazio-ne di guerra alla Libia), per la Pace ed i Diritti Umani, organizzate da Redazione Biancoenero a seguito della scomparsa delle sedicenti as-sociazioni pacifiste.
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