Inaugurata la pista ciclabile Rovigo-(no)Boara

luglio 30, 2011

Rovigo, 30 luglio. Secondo la teoria dei frattali in ogni pur piccola costru-zione sta il “mattone” che, uguale identico, compone la “grande opera”. Anche in una modesta inaugurazione della pista ciclabile Rovigo-(no)Boara, secondo la psicopatologia della partitica quotidiana, stanno a saper ‘notare’, tutte le ipocrisie, amenità, falsità e para(e prese per le)culaggini di una Giunta Piva che pare frattalmente in linea con la precedente.  

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La pista ciclabile Rovigo-(no)Boara 
L’ipocrisia del gesto e la psicopatologia della partitica quotidiana
Radicchio (frazione di Boara)30 luglio ore 12. Secondo la teoria dei frattali anche il più piccolo cubicolo è composto e strutturato come la più gigan-tesca costruzione: fatto di mattoni uguali identici. Così l’inaugurazione istituzionale della modesta pista ciclabile Rovigo-Boara, è intessuta di tutte le ipocrisie, amenità, falsità e para(e prese per le)culaggini delle cosiddette “grandi opere”. A seguire una breve sinossi dell’avvenimento con alcune note, motivate ed approfondite in appendice

Ben propagandata dai quotidiani locali, alle ore 12 in località Radicchio, frazione di Boara, è stata inaugurata (1) con sfarzo cerimoniale-istitu-zionale la pista ciclabile Rovigo-Boara (2). Nonostante il sole cocente del mezzogiorno, e nessuna zona d’ombra, alla cerimonia ha partecipato un folto stuolo di assessori comunali – Franco Berti, Andrea Bimbatti, Luigi Paulon, il pertinente Nello Piscopo ai Lavori Pubblici e Antonio Saccardin – con contorno dell’assessore provinciale allo Sport Leonardo Raito e di pochi parvenu, alcuni occupati alla tavolata del ristoro. Fra i presenti anche due  “Amici della bici” (3), Antonio Gambato (4) e Luca Dall’Ara (5).
«Inauguriamo oggi la prima opera pubblica di questa Giunta comunale (6) – ha esordito orgogliosamente il sindaco Bruno Piva. – Le piste cicla-bili hanno una grande importanza per la viabilità. Andare in bicicletta fa bene alla nostra salute (7) ed all’ambiente». Dopo la concione del Presi-dente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (8), An-tonio Finotti (8a), la parola è passata al giovane parroco don Michele (9) che ha benedetto i presenti col “batacchio” e la pista ciclabile ed i transi-tanti anche a memoria futura. Infine, il signor Sindaco è passato al taglio del nastro tricolore (10) [10 è il numero della nota non quello dei tagli del na-stro - vedasi appendice visiva n.2] fino ad allora ben teso e sorretto da due volonterose ragazze (11) – mentre una terza sosteneva il cuscinetto con le forbici, per invitare poi il pubblico, compresi alcuni utenti, ciclisti in arri-vo dalla stazione di Rovigo, bloccati per mezz’ora dalla cerimonia, a con-cludere degnamente l’avvenimento con bibite (12) ed alimenti vari.

Per concludere, ad approfondire la cronaca di una cerimonia tranquilla e cerimoniosa, una nota critica sui lampioni di illuminazione e sui debiti-crediti della Giunta. Per gli 800 metri di pista ciclabile inaugurati ci sono ben 50 lampioni (13) [repetita: numero della nota non refuso alcolico sui lam-pioni - vedasi nota n.13] di illuminazione e neanche un albero (14) o una area-sosta con gabinetti. Per passare ai debiti-crediti, se la Giunta ha ereditato a gratis una pista ciclabile, già fatta e pronta per l’inaugurazio-ne, ci si chiede, retoricamente, se il Sindaco non poteva prima aggiunge-re qualcosa di suo e mettere a norma il tratto Rovigo-Censer, disastrato dal 26 dicembre 2009 (15) quando ignoti hanno abbattuto un tratto di cinquanta metri di staccionata, adiacente al Ceresolo, proprio prima del ponte, con rischio di scivolarci dentro(16).
                    
Per un refuso sincretico-metereopatico è stata pubblicata erroneamente la foto-grafia antecedente il taglio del nastro – non quello della tracolla di Bruno Piva, quella in cui l’assessore Antonio Saccardin – chiamato affettuosamente don Gianni in quel del confinante Granzette, e che pensava a proprio tal uopo di essere stato invitato all’iniziativa, si apprestava a benedire la cerimonia, per una volta senza bambino africano in braccio (in effetti pare che lo avesse appe-na ridato – anche se italiano, al papà a lato). Ce ne scusiamo con i vedenti.

Nota bene
1- Nonostante i vari comunicati dei giornali e dell’ufficio stampa del comune di Rovigo, in effetti si tratta di completamento della pista pedo-ciclabile intestata a Chiara Lubich (invece che a Leyla Zana*) che è già stata inaugurata ufficialmente, il 22 agosto 2009 e che collegava la sta-zione ferroviaria al Censer, sbucando su via Zuccherificio. L’ulteriore tratto di 800 metri, da via Zuccherificio a via della Fabbrica, annunciato il 29 dicembre 2009 dall’assessore ai Lavori Pubblici Graziano Azzalin della precedente Giunta Merchiori, è costato 400 mila euro (500 euro al me-tro), con un tempo di lavoro di 260 giorni.
2- Ciclabile Stazione-Adige , o tutt’al più Rovigo-Granzette. In effetti la ci-clabile copre il percorso da Rovigo – stazione ferroviaria, a via della Fab-brica all’altezza del numero 14, a cento metri dalla riva dell’Adige e dal-l’entrata a Granzette, a 1,2 km.  laterali da Boara Polesine. I residenti di Boara che volessero andare a Rovigo in bicicletta devono prolungare il normale percorso di 3,2 km., lungo la Statale 16, di altri 1,2 km.
3 – Delle vere e proprie “ruote di scorta” delle varie Giunte comunali (va ricordata la gratifica natalizia da 1700 euro, dell’anno 2009, della prece-dente Giunta Merchiori) e provinciali: considerati una sorta di Rotary mo-derno (sempre di ruota è l’emblema), sempre dalla parte del fromentòn.
4- Già presidente dell’AssoPace, indebolito dall’”uranio impoverito” in missione in Bosnia, ha cambiato bandiera per passare alla Fiab a gon-fiare la bici degli assessori comunali (Pineda) e provinciali (Negri), ac-ciocchè favorire i contributi amministrativi ai filmini del figliolo. 
5- Potente direttore, procura lavoro, del Centro Servizio Volontariato. Noto per la sua “etica” professionale: «lo so che hai più meriti di Danie-la Muraca per fare il giornalista al Csv, però tu mi hai criticato sui giornali ed io non ti ho preso», disse nel 2001 al direttore di Biancoenero.
6- In effetti si tratta di opera pubblica progettata e messa in fase di rea-lizzazione dalla precedente Giunta.
7- In effetti nessuno degli Amministratori, Sindaco compreso, è arrivato in bicicletta, tanto per capire meglio di cosa si stava inaugurando. Compreso l’assessore Andrea Bimbatti considerato “sindaco” di Boara. Anche l’astuto Antonio Saccardin, biciclettista da propaganda elettorale, è giunto in automobile da casa, a Granzette, a 800 metri di distanza.
8- Che ha contribuito alla realizzazione con una quota di 330 mila euro.
8a- Di cui nessuno ha capito niente perché il suo breve discorso è stato soverchiato dal rumore di un treno di passaggio ed il noto presidente è troppo snob per ripetere.
9- Originario di San Pio X e destinato recentemente, come aiutante, vica-rio parrocchiale, al paese proprio di Boara Polesine e di Granzette.
10- In effetti, preso dall’emozione della prima inaugurazione, stava per tagliarsi il nastro da Sindaco che portava a tracolla.
11- In effetti, dopo mezz’ora non ce la facevano più a tendere il nastro dall’una all’altra parte della pista. Per non dire di quella con il cuscino.
12- In effetti, a lato di bottiglie di vino pregiate, una bevanda spacciata per normale cocktail rinfrescante, è stata scoperta alcolica dall’esperto Antonio Saccardin.
13- In effetti, “approssimativamente” 50, perché obnubilato dalla bevan-da analcolica, poi risultata alcolica, il cronista in bicicletta potrebbe esse-re stato approssimato nella conta.
14- In effetti sembra più una ciclabile da pedalare in notturna  che in diurna sotto il sole cocente.
15- In effetti è del 13 marzo 2010 una “lettera aperta”, del gruppo non rotariano “Pedala Biancoenero”, al vice-sindaco Graziano Azzalin «per-ché, prima di passare all’eventuale Consiglio regionale, sistemi la parte pericolosa della pista ciclabile Stazione – Censer». [Rimasta, la lettera ed i lavori di messa a norma, senza risposta a qualificare degnamente il rispetto per i cittadini della Giunta Merchiori].
16- Forse sarà il caso di fare anche una petizione all’assessore ai Lavori Pubblici Nello Piscopo per vedere se questa giunta ha più “decoro” e ri-spetto dei cittadini che non la precedente.

* MEMORIA – Il comune di Rovigo, giunta Baratella di centro-sinistra, conferì la cittadinanza onoraria a Chiara Lubich, in data 6 dicembre 2000, per richiesta dell’opposizione, a “bilanciare” quella conferita precedentemente a Leyla Zana (su richiesta dei Consiglieri Antonio Gambato e Donata Tamburin), attivista kur-da per i diritti civili, all’epoca incarcerata con la condanna a dieci anni in Tur-chia, anche per avere pronunciato il giuramento da parlamentare in lingua kur-da. Ma di Leyla Zana la sinistra se ne dimenticò completamente per rincorrere i voti dell’area cattolica: infatti oltre un centinaio i “focolarini”, fondati da Chiara Lubich, alla cerimonia dell’inaugurazione della pista. Non ci sarebbero stati un centinaio di votanti di sinistra se la intestavano a Leyla Zana.
                                       
La mangiata è trasversale alle amministrazioni. A ganascia libera gli extralarge assessori di Comune e Provincia, Luigi Paulon e Leonardo Raito, fanno gli onori e gli oneri di casa, al banchetto cerimoniale – non benedetto in verità da don Marcello, mentre il cugino dell’equivalente (in quanto a stazza) assessore Nello Piscopo sta facendo incetta per il familiare assessore al Decoro (qualsiasi cosa voglia dire in questa occasione da magna-magna).

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APPENDICE VISIVA 
in caldo estivo
                                     
l tratto di pista ciclabile Rovigo-Adige con la staccionata divelta in prossimità del ponte sul Ceresolo (il primo), è pericoloso soprattutto d’inverno.
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APPENDICE VISIVA 2, dulcis in fundo
                           
Il principiante Sindaco Bruno Piva, emozionato dalla prima inaugurazione, viene preso da azione disturbo-compulsiva, anche se qualche detrattore, di area Pdl marangoniana,  suggerirà che il debuttante Primo cittadino, non ben informato dall’addetto stampa Gasperotto, volesse tagliare tante fettine del nastro da re-galare, come ricordo della lieta iniziativa, ad ogni partecipante. Nella fotografia sono risibili Antonio Finotti Presidente Fondazione Cariparo, gli assessori Franco Berti, Andrea Bimbatti, Luigi Paulon, Nello Piscopo e Antonio Saccardin – ancora non convinto della sua “funzione”. Delle ragazze che sostengono il nastro non è pervenuta, purtroppo, alcuna nota nominativa dall’Ufficio stampa del Comune.
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AI QUOTIDIANI DI ROVIGO
La pista ciclabile Rovigo-Boara
Lettera aperta all’assessore Piscopo per mettere
in sicurezza la ciclabile appena inaugurata ma già disastrata

Sabato 30 luglio, alle ore 12 in località Radicchio, frazione di Boara, è stata i-naugurata la pista ciclabile Rovigo-Boara, che potrebbe essere chiamata Stazio-ne-Adige o Rovigo-Granzette – il paese più vicino, visto che arriva a a 1,2 km da Boara. Alla cerimonia ha partecipato un folto stuolo di assessori comunali – Franco Berti, Andrea Bimbatti, Luigi Paulon, Nello Piscopo ai Lavori Pubblici e Antonio Saccardin, con l’assessore provinciale allo Sport Leonardo Raito.
«Inauguriamo oggi la prima opera pubblica di questa Giunta comunale – ha esordito orgogliosamente il sindaco Bruno Piva. – Le piste ciclabili hanno una grande importanza per la viabilità. Andare in bicicletta fa bene alla nostra salute ed all’ambiente». A parte che nessuno degli Amministratori è venuto in bicicletta per capire di cosa si stava inaugurando, occorre sottolineare che questa pista pedo-ciclabile è stata ereditata, già progettata e pronta per l’uso, dalla Giunta precedente. Ed allora ci si chiede se il Sindaco non poteva prima aggiungere qualcosa di suo e mettere a norma il tratto pericoloso della Rovigo-Censer, disastrato dal 26 dicembre 2009, quando ignoti hanno abbattuto un tratto di cinquanta metri di staccionata, adiacente al Ceresolo, proprio prima del ponte, con rischio di scivolarci dentro.
Ricordiamo una “lettera aperta” del 13 marzo 2010 al vice-sindaco Graziano Azzalin «perché, prima di passare all’eventuale Consiglio regionale, sistemi la parte pericolosa della pista ciclabile Stazione – Censer», rimasta, con i lavori di messa a norma, senza risposta a qualificare la considerazione dei cittadini ciclisti della Giunta Merchiori.
Ora, continuando a pedalare – per necessità e ingegno, trasversalmente alle mutanti giunte comunali, rinnoviamo, con fiducia, il nostro invito, di rendere sicuro – anche per i bambini, il tratto disastrato della pista, al nuovo assessore ai Lavori pubblici Nello Piscopo.
Rovigo, 2 agosto
                                    Gruppo “pedala Biancoenero”

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