“Pace in bici”, da Rovigo, dimentica la guerra
agosto 5, 2011
Granzette, 5 agosto, via Manfredini. I ciclisti della manifestazione “Pace in bici” – contro le armi nucleari, alle cena conviviale con i profughi della guerra di Libia, come obnubilati da cibo e bevande, dimenticano proprio la guerra, che è la madre di tutte le armi, anticostituzionale di Libia.

D’altronde la Provincia (con la Presidente e assessore Pace Tiziana Virgili) non avrebbe collaborato ad una iniziativa pacifista anche contro la guerra di Libia. Va ricordato che il recente ed ultimo finanziamento alle spese militari – e di guerra, è stato votato da tutti i partiti ad eccezione della sola Idv.
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“Pace in bici”
In Italia ci sono ancora decine di armi nucleari. Chiediamo che l’Italia faccia il primo passo verso Un Mondo Libero da Armi Nucleari.
“Beati costruttori di pace” organizza, assieme a Libera e Provincia di Rovigo, la manifestazione “Pace in bici” – per un mondo libero da armi nucleari, da Rovigo ad Aviano per commemorare Nagasaki ed Hiroshima. La partenza, con l’adesione di oltre cinquanta ciclisti, è prevista il giorno 6 agosto, da piazza Matteotti a Rovigo, alle ore 8,15, con un cerimoniale istituzionale che vedrà la presenza delle associazioni della città, del Vice-presidente della Provincia, del Vicario Generale e dei rappresentanti dei comuni della Provincia che hanno aderito all’associazione Mayors for Peace, presieduta dal sindaco di Hiroshima.

I preparativi della cena per la pace. Ma nonostante il visibile striscione di Biancoenero, i pacifisti si dimenticheranno della guerra di Libia.
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Alla cena con i pacifisti che dimenticano la guerra
Via Manfredini, ore 19. Due autentiche luminarie, a fine pasto, concludono la cena cosiddetta conviviale dei “Beati costruttori di pace” in bicicletta e aderenti parrocchiani locali a supportare i volonterosi ciclisti. La favolosa “fontana del Mississippi”, che completa la serie di fuochi artificiali procu-rati da Graziella Baratella e la reinterpretazione di “due invocazioni e un atto d’accusa” di Fabrizio de Andrè – 1968, fatta da Roberto Costa.
Una lunga tavolata è sistemata situata davanti alle case Ater, a schiera,
di via Manfredini, due appartamenti delle quali (n.17 e 37), sono conces-si, dal 18 giugno scorso, all’associazione Arcisolidarietà e Ramatnal onlus per ospitare nuclei familiari in disagio abitativo (una quindicina di perso-ne) per un periodo massimo di sei mesi. Due famiglie, dalla Tunisia (4 persone) e dalla Nigeria (2), trovano alloggio in un appartamento men-tre nell’altro ci sono i profughi arrivati a maggio, via Lampedusa, dalla guerra di Libia: 3 dal Niger, 3 dal Ghana, 3 dalla Nigeria.
«La previsione è che a tavola si possano sedere oltre un centinaio di persone – avevano notificato gli organizzatori -, per un banchetto mul-ticolore e multietnico di condivisione, solidarietà e pace. Sarà un impor-tante momento per conoscersi e ri-conoscersi, nel segno dei diritti umani e dell’inclusione sociale. Verranno offerti prodotti di Libera Terra, a chilo-metri zero e del commercio equo, oltre a piatti preparati dagli stranieri ospiti a Rovigo». E così, grazie al lavoro di volonterosi volontari, del Commercio equo e solidale, Centro doc. polesano, Arcisolidarietà, Libera e indipendenti, ed all’appoggio logistico ed all’aiuto degli immigrati, la tavolata è imbandita, e pronta all’uso, verso le ore 19,30. Puntuali ed affamati arrivano, dal convento dei frati cappuccini in cui sono ospitati, una sessantina di biciclettanti para-catto-pacifisti.
Più che una cena di solidarietà sembra una tappa di rifornimento dei ciclisti, conviviali sì ma coi loro colleghi parrocchiani di Rovigo. Perché il banchetto “multicolore e multietnico”, è solo di un colore – bianco e di una etnia – italiana, ed il “segno dei diritti umani e dell’inclusione socia-le” si esplica coi “bianchi” che mangiano a tavola e gli immigrati, “inclusi” ad approntare tavola e cibarie per i loro “buana”. Fra i partecipanti alla gratuita tavolata, Giorgio Osti di Banca etica, che ha aperto il business sui progetti dell’immigrazione contribuiti dalle Amministrazioni pubbli-che, l’assessore Antonio Saccardin (co-fondatore della “Cristoterapia” – mettere in croce gli avversari, assieme a paolo Avezzù nella Giunta 2001-2006) in rigorosa maglietta fucsia che indossa dalla campagna elettora-le, Lorenzo Feltrin, segretario della Federazione della sinistra sbaciuc-chiantesi con ragazza compiacente, Donatella Traniello, apparecchiatrice del Cdp (ormai decennale organizzatore di corsi per mediatori culturali “provinciali” che non troveranno lavoro), Donata Tamburin, rigorosa orga-nizzatrice di Arcisolidarietà, organica all’Arci provinciale di Lino Callega-rin, emanazione più del Pdl che non del Pd, Giovanna Pineda, ex asses-sora berlusconiana (di Rifondazione), con una terrina di “felafel”, pol-pette vegetariane orientali, Patrizia Donzelli, Giuliana Fuggetta…
Rigorosamente bandite tutte le bevande alcoliche, che i profughi, peral-tro completamente assenti dalla tavolata, non potessero abusarne.
Alla fine della prelibata e variegata cena, lei sì multi-gastronomica!, tocca ai promotori predicare, in modo retorico ed ipocrita, il sacro verbo della pace e della solidarietà ma, come si fossero saziati abbondantemente di “loto”, tutti gli officianti dimenticano proprio la guerra di Libia che ha fat-to scappare i profughi che hanno aiutato a preparare la tavolata ed i piatti. Don Albino Bizzotto e Lisa Clark presentano la manifestazione del giorno dopo contro le armi nucleari, poi tocca ai locali, Roberto Tommasi presenta il lavoro di Libera contro le mafie e Giovanna Pineda presenta la prossima manifestazione del 18 ottobre contro la centrale a carbone.
Ed è su questa linea di dimenticanza proprio della guerra, alla cena dei pacifisti, che interviene Roberto Costa di Biancoenero, con “due invo-cazioni e un atto d’accusa” alla maniera di Fabrizio de Andrè.

Un centinaio, tutti “bianchi”, i partecipanti alla mangiata gratuita
1- La scomparsa dei pacifisti
140° giorno di guerra. Con la dichiarazione di guerra alla Libia, del 19 marzo scorso, è avvenuta anche la scomparsa, dopo alcune comparsate pubbliche, dei sedicenti pacifisti, come si sia propagato un virus chimico, una sorta di Alzheimer sociale, una dimenticanza collettiva, non dovuta all’età dei “vecchi pacifisti”, nazionali e locali*. Cosicché è toccato impro-priamente solo a noi di Biancoenero – a tutela dei Diritti Umani, impro-priamente perché non siamo una associazione pacifista, portare avanti testimonianze pubbliche contro la guerra, sabato dopo sabato, dal 19 di marzo – con l’esclusione proprio di tutti i presenti. Invitiamo perciò anche domani, chi non va in bicicletta ad Aviano, a venire a piedi in piazza Vit-torio a manifestare dalle ore 17. Perché la resistenza alla guerra non riguarda solo noi ma coinvolge tutti. Come Biancoenero aderiamo alla pratica pacifista di questa manifestazione contro le armi nucleari ma non vorremmo fosse il solito falso problema, la solita lucciola per lanterna, a distogliere l’attenzione dall’Italia che dal 19 marzo viola l’art.11 della Co-stituzione. E la guerra alla Libia, come si è visto, restringe ancora di più i pochi diritti degli Immigrati in Italia, già ridotti ad una sorta di schiavitù del lavoro. E la guerra alla Libia aumenta il flusso di rifugiati e richiedenti asilo procurando una sorta di circolo in cui si affrontano i sintomi e non le cause. Perché dovrebbe essere abolita la guerra e non le armi impro-prie alla guerra – ohibò! La guerra che riduce l’uomo alla servitù dei pre-potenti, la guerra che creando ”emergenza” riduce i diritti degli Immigra-ti, la guerra che costringe alla fuga le persone, la guerra che produce una vera e propria narcotizzazione sociale, allineando e mettendo in fila i contribuenti e gli obbedienti e censurando e discriminando i dissidenti.
* I sedicenti e decennali pacifisti locali sono scomparsi, ed hanno cambiato ban-diera, dalla manifestazione del 23 marzo contro la guerra di Libia (iniziata il 19). Roberto Tommasi, dai forum e tavolate per la Pace, è passato a Libera sponso-rizzata dalla Presidente della Provincia Virgili, Antonio Gambato ha dismesso Assopace per passare alle serate sotto le stelle (e senza bombardamenti) con gli Amici della Bici, Giovanna Pineda ha smesso con la mancata rielezione ad assessore comunale alla Pace, Donata Tamburin è passata a gestire case di accoglienza proprio per i profughi di guerra, Tiziana Virgili obbedisce al partito..
2- > Che la pietà non vi rimanga in tasca
Poi Roberto interpreta, in un vero e proprio teatro di strada, “Due invo-cazioni e un atto d’accusa” di Fabrizio de Andrè.
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Il botto finale
E per finire, stavolta sì con il coinvolgimento emotivo degli immigrati e dei bambini, i fuochi artificiali portati ed accesi da Graziella Baratella: una serie di “fontane” scoppiettanti e pirotecniche, con quella finale del Mis-sissippi, che ha fatto baluginare gli occhi di colori ed il cuore di emozio-ne. Non esiste una via per la pace la pace è la via.

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APPROFONDIMENTI
> Primavera – Estate per la pace ed i Diritti Umani
Cronaca delle manifestazioni di Primavera (dal 19 marzo di dichiarazio-ne di guerra alla Libia) – che è virata all’Estate, per la Pace ed i Diritti Umani, organizzate da Redazione Biancoenero a seguito della scompar-sa delle sedicenti associazioni pacifiste.
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