Panico per l’abolizione Provincia di Rovigo
agosto 13, 2011
Rovigo, 13…30 agosto. Si diffonde il panico per l’abolizione della Provincia di Rovigo: Assessori, Dirigenti ed Associazioni contribuite preparano la ri-volta. La Provincia si fa Stato (quarto)*.
* Intendendo con ciò i Lavoratori Provinciali che, attraverso l’organizzazione e la rivendicazione si fanno corpo sociale, dopo il Clero, la Nobiltà, la Borghesia.

La nuova ridefinizione territoriale del Veneto, secondo fonti accreditate. Il Bas-so-polesine, da Adria, sull’asse Pettorazza-Papozze, passa alla provincia di Ve-nezia. L’Alto-polesine fino all’asse Lusia-Occhiobello, sulla direttrice della A13, passa alla provincia di Verona. La parte centrale, con Rovigo, sulla linea Boara-S.Maria Maddalena, passa alla provincia di Padova. Elaborazione Biancoenero.
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Panico Provincia di Rovigo: gli Assessori
Rovigo, sabato 13 agosto. Panico in Provincia di Rovigo che sarà soppres-sa, assieme ad altre 34 sotto i 300 mila abitanti, a fine mandato. L’abo-lizione è inserita nella manovra finanziaria – che dovrebbe salvare il Paese dalla crisi economica, approvata per Decreto, esecutivo da dopo domani, dal Governo Berlusconi. Su tutti e tre i quotidiani di Rovigo una pletora di articoli sui costi e oneri della Provincia ma manca completa-mente lo stipendio di Assessori e Presidente. Che resta una cifra oscura, sia su Internet (si trovano, invece, gli stipendi degli Assessori provinciali di Lodi e di Campobasso), che nel sito della Provincia alla voce “Traspa-renza amministrativa”, ma solo per i dipendenti. Da una piccola inchie-sta risulta che i sette Assessori guadagnano una cifra sui 2300 euro netti al mese, mentre la Presidente arriva a 4000 euro.
Panico Provincia di Rovigo: i Dirigenti
Si risparmia di più abolendo i sette Dirigenti che non gli Assessori
I 335 dipendenti della Provincia pesano – con 11 milioni 698 mila euro, per il 35% sul costo della struttura amministrativa che è di 36 milioni e 228 mila euro nel 2010. Ma come reddito incassano di più i magnifici sette Dirigenti che non i sette Assessori eletti. Gli Assessori percepisco-no uno stipendio lordo annuo sui 34 mila euro, la Presidente Virgili 60 mila, mentre i Dirigenti incassano una media di 97 mila euro in quello che pare un vero e proprio saccheggio in Amministrazione pubblica ai danni dei contribuenti. Ecco il malloppo lordo, anno 2010, di Dirigenti Provincia di Rovigo: Bagatin Maria Chiara, Finanziaria: 80.926,38. Bellonzi Vanni, Attività Produttive, Polizia Provinciale, Caccia: 88.797,77. Bernecoli Carla Elisa, Avvocatura, Servizi alla Persona: 112.980,35. Ferrari Luigi, Ambien-te: 88.642,00. Gasparetto Valerio Mario, Lavori Pubblici: 97.899,63. Zanforlin Monica, Personale e Lavoro: 98.402,05. Votta Gravina Maria, Segretario Generale, da 01/02/2010 Direttore Generale: 118.817,95.
Panico Provincia di Rovigo: le associazioni di amici
Con la soppressione del carrozzone della Provincia rischiano la chiusura, o di ridurre drasticamente le attività, anche tante associazioni a soste-gno elettorale del trabiccolo provinciale. Come “Gli amici della bici – se-zione Laura Negri” che dopo la dipartita dell’assessore Pineda del Comu-ne vanno avanti solo con i contributi a pioggia della Provincia, come l’Ente Rovigo Festival di Sandro Quadrelli, come l’Arci di Lino Callegarin con le varie iniziative dai “Grandi della letteratura” ai cinema con me-renda, come “Viva (per finta) la Costituzione” di Rosanna Cavazzini e Federico ex-Presidente Saccardin, come il Centro Documentazione Pole-sano col Festival dei Popoli… Dopo la pioggia tornerà il sereno anche nel volontariato cosiddetto sociale, ma consono e fisiologico e servile e por-ta-borse dei partiti amministrativi. Ecco alcuni contributi “a pioggia” del-l’anno 2009 che saranno soppressi con la soppressione della Provincia: Deltablues 20mila euro, Teatro del lemming 7000 euro, Ande canti e bali 7961, Verso solstizio d’estate 10.000 euro, Asilo notturno arcobaleno (Arcisolidarietà) 5000 euro, affitto sede Csv 4000 euro, compartecipa-zione attività annuale Ente Rovigo Festival, stanziamento €. 19.000.
E chiuderà anche l’annuale ”Tra ville e giardini”, 220 mila euro nel 2009, che vuol dire una cifra di 12,222 euro per spettacolo offerto gratutito*.
* Di fronte a queste cifre va segnalata – come uno di tanti esempi, la indisponibilità dell’Assessore Negri, «Non ci sono soldi in bilancio», a contribuire con la cifra di ben 100 euro alla manifestazione “Il Porrajmos dimenticato”, nel “Giorno della memoria”, il 27 gennaio 2010, organizzata da Biancoenero.
Curricula: i redditi della Giunta. A completare l’articolo, il reddito degli Assessori dell’ultima Giunta Provinciale, riferito all’anno 2009, nel giugno del quale furono insediati. Rispetta le regole di rappresentazione politica la Presidente Tiziana Virgili che è la numero uno dell’amministrazione ma anche la “numero uno” (co-me quella di Paperone) per quanto riguarda i redditi. Ed infatti è chiamata la pa-perona di palazzo Celio. Tiziana Virgili, presidente, 91.948, Guglielmo Brusco, vice-presidente, 38.182. Assessori: Laura Negri 38394, Giuliana Gulmanelli 49.393, Claudio Bellan 61.075, Giorgio Grassia 55.365, Francesco Ennio 55.291, Marinella Mantovani 26.228, Leonardo Raito 35.247.
PROVINCIA IN RIVOLTA

Il Quarto Stato, dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, 1901, 293 × 545 cm.
“Il cammino dei lavoratori” della Provincia di Rovigo, una vera e propria “fiuma-na” in sciopero per salvare il posto di lavoro. A guidare la processione la Presi-dente Tiziana Virigli, il vice-presidente compagno Guglielmo Brusco a suo agio nella parte ed il sempre spiritato Claudio Bellan, nell’occasione disarmato. La Virgili si è fatta prestare il bambino, ermeneutico alla manifestazione, dalla di-pendente Maria Angela Zecchini secondo la regola del “do ut des” che, poiché la Presidente finanzia associazioni come il MLAL di Verona, i Beati costruttori di pa-ce ed il Centro doc. polesano, di cui fa parte la Zecchini, allora colei le presta volentieri il pargolo alle cerimonie. Dietro i tre caporioni si notano gli assessori Leonardo Raito convenuto a difendere il suo unico posto di lavoro, Federico Fri-gato a difendere la sua Presidenza del Consiglio da 2300 euro «ohddio, ho fatto male a lasciare l’assessorato in Comune!», l’assessore Francesco Ennio che «l’Idv è per la soppressione delle Province sì, ma Rovigo è un caso a parte», il pluri-assessore Giorgio Grassia [quello dei salassi ai pendolari, non agli asses-sori], il Consigliere Franco Grotto – del Pd [reddito 2009 da 86 mila euro, presi-dente di una agenzia di assicurazioni, già Parlamentare in attesa di congruo vi-talizio - Ndr], per-venuto a lottare ed a difendere il suo “gettone di presenza”, la dirigente Bernecoli Carla Elisa, molto attiva a difendere il suo unico posto di la-voro da 112.980,35 euro l’anno, la dirigente – non a quei livelli, Boscolo che per paura di perdere il posto ha chiamato papà che è andato dal vicino di casa Lino Callegarin, che gli avrebbe risposto di non essere più assessore e che sua mo-glie lavora sì in Provincia ma però è meglio telefonare al Presidente Federico Saccardin [? – Ndr], la signora Mantovani, che «il più pulito ha la rogna in Pro-vincia» ed allora Cesaretto «ma che si guardi lei per prima!», che, seppur pen-sionata, porta la sua solidarietà, il dipendente Roccato «non ce l’aveva con me la Mantovani», il dipendente Barchetta «non si riferiva a me la Mantovani», la dipendente Mantovani, idolatrante Callegarin, che «non si riferiva a me la Man-tovani», ed ancora, sempre in seconda fila ma agguerriti, si notano l’addetto stampa Livio Ferrari primo presidente del Csv emanato proprio dalla Provincia, trasferito a lavorare al Csv di cui era Presidente, Laura Negri accompagnata da Luigi braghebelle Contegiacomo dell’Archivio di Stato che «non si sa mai ma è meglio mettersi in vista», alcune dipendenti, come Cabassa e Beria, alcune multate dalla Presidente perché addobbate in minigonna ed infra-dito davanti alla macchinetta del caffè, Guido in bermuda, il partigiano pensionato Mimì Sangiorgio pur se protestante le direttive presidenziali contro la minigonna ed anche i rappresentanti di alcune associazioni contribuite – anzi sostenute pro-prio, dalla Provincia di Rovigo, come Antonio Gambato degli Amici della bici – sezione Laura Negri, il figlio Alberto che fa i filmini per la Negri, Massimo Muna-ro del lemming e Marco Munaro il fratello del topolone che «se ce lui ci sono anch’io perché sono maggiore» [Ubi maior, minor cessat? - Ndr], Donatella Traniello del Centro doc. polesano che se salta la Provincia chiude anche il Cen-tro, Luca Dall’Ara del Csv che se salta la Provincia gli salta metà lavoro e anche l’affitto della sede, Sandro Quadrelli dell’Ente Rovigo Festival che se salta la Provincia non fa più festa, la consigliera Fiorella Cappato in partenza per Cere-gnano, il consigliere leghista Antonello Contiero prima di dimettersi per la Pre-sidenza Interporto e via via altri dipendenti e parvenu, come Mirko Bolzoni as-sunto “regolarmente” e proprio all’Ufficio Lavoro, nonostante fosse com-pae-sano dell’assessore Callegarin, nonostante fosse assessore ai Diritti Umani e Immigrazione come Callegarin ed a Ceregnano paese di Callegarin, nonostante fosse dello stesso partito di Callegarin, nonostante fosse dipendente di Italia Lavoro finanziata dalla Regione per lavorare anche con l’assessore provincia-le Callegarin, che - altri dipendenti e parvenu, quando tocca difendere il proprio posto di lavoro, “regolarmente” conquistato a prezzo di tanti sacrifici anche cor-porali [corporali? - Ndr], ”nonostante” e sprovvisti (a loro dire) di tessere di al-cun partito, sono sempre in seconda fila e battaglieri come non mai…
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ERRATA CORRIGE. A segnalazione di protesta si specifica che il bambino non è della Zecchini [che ha preso i voti come la Virgili - Ndr] ma un pargolo Sarawi in prestito dal Cdp. La famiglia Boschetti, che rischia due posti di lavoro su due, manca perché si sta attrezzando ad aprire una piadineria-hot dog ambulante, utilizzando dei finanziamenti provinciali [? - Ndr] a fondo perduto del 50%. Anche Andrea Tincani, pur motivato, è assente perché distaccato alla sezione Provinciale Arci a preparare la proiezione de “La corazzata Potemkin” con Lino Callegarin. Distaccati, e presenti, invece, anche Nicola Quadrelli e Nicola Chiari-ni dalla sezione “coktail e ombre” della festa ex-Unità, ora del Pd, a Borsea. Dalla fiumana di manifestanti sono stati dimenticati i pur aderenti Prefetta Tafuri ed il vice Vitetti, perché «se viene eliminata la Provincia perché no la Prefettu-ra» – come aveva profetizzato poche settimane fa l’agente Digos ****** – e di rimando l’agente Prefettura***, «ma guarda che allora chiudono anche la Que-stura!», a loro fianco – di Prefetto e Vice, in divisa da parata sfila il Ten. Col. Andrea Firrincieli, Comandante del Comando Provinciale dei carabinieri di Rovi-go. In fondo, ma riconoscibili, le tre cheerleader, Fruggeri, Catozzo, Mughetto, con cartello giallo con una scritta nera: “Sempre dalla parte del formentòn!” [Il riferimento intellettuale, a smentire chi considera solo avvenenti le supporter, si riferisce alle rivendicazioni per il "pane" dei lavoratori contadini del Quarto Stato e, in subordine, alla canzone "Bocca di rosa" di Fabrizio de Andrè" - Ndr]. Ed ancora, il pensionato provinciale Sergio e i Laser (con la sezione acustica) e Solomon Osahenrumwen Obazee vice-presidente della Consulta provinciale immigrazione anche se “buana” Raito non la convoca da due anni. Presente anche Roberto Tommasi che, con la soppressione della Provincia, rischia due posti a tavola: le presidenze del tavolo provinciale della Pace e del tavolo provinciale di Libera. Da segnalare anche il “gazzettiniano” Franco Pavan, alla prima manifestazione solidale della sua vita, che rischia il posto da scribacchi-no provinciale. Per assonanza si annota la presenza di Roberto Rizzo, pensio-nato capocronista del Gazzettino passato a capocroniggere “La voce” fregando il posto al figlio che però è passato al “sistema” bibliotecario provinciale e, indi per quello, Rizzo – che possiede più appartamenti di un’agenzia immobiliare provinciale, è presente a difendere il sudato posto di lavoro del figliuolo, che ne ha diritto secondo la Costituzione. In risonanza si ricorda che l’ente promotore di “Viva (per finta) la Costituzione” di Rovigo, nel 2009 e con un bel pacco di soldoni veicolati tramite l’Arci di Lino Callegarin*, è stata la Provincia del Presi-dente Federico Saccardin che ne divenne pure Presidente [conflitto d’interessi a chi? – Ndr]. Ecco perché, a dare il bon ton alla manifestazione dei lavoratori provinciali, compare anche l’iconografico pensionato pluri-presidente provinciale Sederico Saccardin in-sediato, col premio di buona uscita provinciale – aprile 2010, nel Consiglio di amministrazione della Cassa di risparmio di Bologna**.
* Per un totale di 119 mila euro. Specifiche a >Viva (per finta) la Costituzione
** Perché a Bologna? Perché Gianni Marchesini, il marito di Rosanna Cavazzini, nuova presidente di “Viva (per finta) la Costituzione”, gli aveva occupato il po-sto più privilegiato al Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo.
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(s)CORRIGENDA N.2. Assolutamente da “segnalare” anche Fulvio del Zio, Se-gretario provinciale Cgil Rovigo – pur senza direttivo e Diego Crivellari, Segre-tario provinciale Pd – pur senza direttivo, venuti a difendere il loro posto di la-voro, il dirigente Andrea Pirani del comune di Rovigo, che non vengano trasfe-riti i super dirigenti della Provincia ad abbassargli lo stipendietto sindacale da 90 mila euro l’anno e l’avveduto pensionato 2010 Raffaele Savino, già Direttore generale provinciale da 150 mila euro l’anno, per paura che gli sopprimano an-che il vitalizio per la vecchiaia. Ed ancora alcuni Presidenti emeriti a rischio di soppressione governativa, come Gian Michele Gambato di Confindustria – Asso-ciazione Industriali della Provincia di Rovigo, Lorenzo Belloni della Camera di commercio, Mauro Giuriolo nuovo presidente provinciale di Coldiretti, Angelo Zanellato presidente Consvipo – Consorzio per lo sviluppo del Polesine, Lucia Cominato dell’Auser provinciale, Maria Fernanda Barile Dirigente Ufficio Scola-stico Provinciale di Rovigo, Bruno Piva in qualità (non da Sindaco ma) da Pre-sidente provinciale Coni, Fabio Bellettato presidente del Comitato provinciale CRI, alcuni dipendenti dell’Enaip provinciale e dell’Ufficio provinciale ACI e del Comando Provinciale Vigili del Fuoco, alcuni inquilini degli alloggi provinciali Ater, alcuni dipendenti, in trasferta pagata dal Call Center di Asiago, che ge-stiscono il centralino telefonico della Provincia, alcuni licenziati della Bassano-Grimeca che speravano di passare ai Lavori Socialmente Utili della Provincia, alcuni dipendenti del Consorzio agrario provinciale, tutto il Comitato contro l’abbattimento dei platani della Strada Provinciale Rovigo-Lendinara…
La nuova ridefinizione del Polesine, secondo fonti accreditate
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DIRITTO DI RETTIFICA – Rovigo, 14 agosto. Diritto di rettifica, sancito dall’ar-ticolo 8 della legge sulla stampa n. 47 del 1948 e dagli artt. 42 e 43 della legge 416 del 1981. In tempo di ferragosto è più difficile verificare le notizie, per cui si riportano volentieri le correzioni ad alcune “sviste” pubblicate ieri.
1- In effetti su ERRATA CORRIGE, “Zecchini – che ha preso i voti come la Virgi-li“, si specifica che Maria Angela Zecchini, pur se faceva la “pastorale” in Brasi-le, non ha mai preso i voti da suora, mentre la Virgili ha fatto voto di servire la politica anche se non è riuscita – come la collega Giovanna Pineda in Comune, a usare del suo referato (ai Diritti Umani) per trovarsi il moroso.
2 – Mentre su (s)CORRIGENDA N.2, “alcuni dipendenti, in trasferta pagata dal Call Center di Asiago [provincia di Vicenza – Ndr], che gestiscono il centralino telefonico della Provincia”, si specifica che coloro sono pervenuti alla manifesta-zione in modo inappropriato e non avranno la trasferta pagata. Infatti, per una strana coincidenza, da quando (2010) è andato in pensione il Direttore generale vicentino Raffaele Savino, da 150 mila euro l’anno (quattro volte la paga di un Assessore), il centralino telefonico della Provincia (da 6000 euro al mese) ha cambiato mano. Dall’inizio 2011 è gestito in loco.
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Panico Provincia di Rovigo: la rivolta
Rovigo, 14 agosto. “Provincia in rivolta”, titolano i quotidiani di Rovigo ri-prendendo un nostro titolo di ieri, ma continuando a oscurare gli stipen-di, da “casta”, di Assessori e super Dirigenti. Comunque, alla protesta rivoltante dei dipendenti amministrativi ed elettorali provinciali, sembra si siano aggregati, in un moto di vera e propria e civile solidarietà di tipo amministrativo pubblico, anche 101 dipendenti della Regione Veneto di Rovigo (pur se indagati recentemente, su un totale di 115 subordina-ti, per abbandono di posto di lavoro, falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato) ed anche 23 agenti della Questura di Rovigo (pur se processati, su un totale di numero 30 in servizio alle Volanti, l’anno scorso e proprio per i reati di cui sopra).
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La Provincia dal Ministro dell’Interno
Rovigo, 16 agosto. Da fonti accreditate la battagliera e solerte, e che non perde proprio tempo, presidente Tiziana Virgili è riuscita (tramite testar-da supplica dell’Onorevole Munerato di Lendinara) a farsi ricevere, con tutta la Giunta, dal Ministro dell’Interno Roberto Maroni, il giorno stesso di ferragosto, al Viminale. Lì ha perorato la causa della storica Provincia di Rovigo dove si stanno già formando Comitati di resistenza popolari che minacciano rivolta e jacquerie al Governo centrale.

Nella fotografia (da fonte accreditata) si vede la Giunta della Provincia di Rovi-go, con tanto di gonfalone e Presidente del consiglio [della Provincia - Ndr] e Direttore generale, che posa col Ministro dell’Interno a cui ha consegnato un dossier approfondito sulla Provincia. Il comunista Brusco fa buon viso a cattivo gioco (Ministro della Lega Nord), mentre Oscar Tosini, chiamato a sostituire l’as-sessore Ennio [indisposto per ferie - Ndr], si tiene prudentemente celato perché il suo Partito – l’Idv, sarebbe per l’eliminazione delle Province. [In verità dal co-municato stampa della Provincia mancherebbe menzione sull'assenza dell'as-sessora Gulmanelli, forse impegnata, in illo tempore, con Fulvio Conti, Direttore generale Enel per la riconversione della centrale di Polesine Camerini? - Ndr].
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Provincia di Rovigo, ultima spiaggia
Rovigo, 17 agosto. Per alleviare l’articolo, a base di panico di qua e pani-co di là, una immagine rasserenante, ma emblematica anzichenò!, da va-canze da spiaggia fluviale: perché con la crisi economica c’è stato un re-vival degli anni ’60 con la riscoperta forzata della spiaggia e ombrelloni di fiume. Ed in questo solco si è inserita la Provincia della Presidente Tizia-na Virgili per aprire un “sito” da spiaggia – dopo quello telematico aperto su Facebook, di adesioni e raccolta firme per aizzare ed istigare alla ri-volta popolare contro l’abolizione (e gli stipendi di assessori e super-diri-genti) della Provincia di Rovigo, imposta dal Governo centrale. Dall’ufficio stampa – Sartori, della Provincia di Rovigo, non è dato sapere se la rac-colta firme sia iniziata prima sull’ultima spiaggia del Po versus Ferrara (vedi foto), o sull’ultima spiaggia dell’Adige – versus Padova (vedi foto)*.

Provincia di Rovigo, ultima spiaggia? Quiz da spiaggia - appunto, come dire er-meneutica dell’immagine applicata, come dire, in modo più da vulgata, la chi-mica delle parole. Risposte: 1 – Nel senso di linea di confine che più in là c’è l’altra Provincia? 2 – Nel senso che fra poco e dopo tutte le altre, sarà sommer-sa anche questa? 3 – Nel senso che è l’ultimo posto a prezzi popolari per le fe-rie dei poveri ”provinciali” che al ritorno saranno disoccupati? 4 – Nel senso che se non si attiva la sobillazione popolare (quella stessa jacquerie preventivata dalla Virgili al Ministro Maroni) la Provincia sarà definitivamente abolita?
Nella foto il banchetto [non di tipo magna-magna, come di prammatica - Ndr]organizzato dalla Provincia di Rovigo, con la dirigente Verza costretta dall’Am-ministrazione a rientrare dalle ferie per l’emergenza e l’amministrativo Rebba proprio dell’Ufficio per (il mantenimento del) l’impiego, sull’ultima spiaggia della Provincia – da definire se sul Po o sull’Adige, a raccogliere firme per quello che si paventa come un vero e proprio referendum a tiratura popolare, contro la soppressione e per il mantenimento – invece, della storica Provincia di Rovigo.
*Proprio per questa, a dir poco, provinciale informazione il gazzettiniano Franco Pavan, per guadagnarsi la pagnotta, pare stia biciclettando – a ruota libera, dal-le spiagge del Po – zona Polesella a quelle dell’Adige – zona Lusia, per trovare il sito della petizione popolare e poi, pur spompato, farne doveroso articolo.
DIRITTO DI RETTIFICA a norma di legge
Rovigo 30 agosto. Umberto Cesaretto dell’ufficio Urp, pur non citato fra i racco-glitori “firme da spiaggia” ci tiene a precisare che non avrebbe potuto esserci perché stava godendo dei 20 giorni di meritate ferie [è proprio per questo che ad accompagnare la direttrice Verza c'era l'amministrativo Rebba -Ndr].
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Il Comitato “Salviamo il Polesine”
Anche l’Ufficio Postale Provinciale aderisce al Comitato
Rovigo, 19 agosto. In questo indegno vaudeville nazional-popolare la Pre-sidente Virgili continua ad istigare la jacquerie per salvare il suo posto di lavoro [che non ne avrebbe di bisogno con 90 mila euro l’anno – Ndr] ma anche quello di tanti poveri Consiglieri ed Assessori di mestiere come Grassia e Raito e Negri, ma anche di sette dirigenti di mestiere con media di 97 mila euro l’anno, ma anche quello di tanti parvenu assunti “regolar-mente” e nonostante sprovvisti – a loro dire, di tessera di partito, ma anche quello di tante associazioni e manifestazioni culturali che soprav-vivono coi contributi, sempre senza appalto, della Provincia. E così, forte delle numerose adesioni alla sua linea di resistenza al Governo, soprat-tutto di enti ed istituzioni legate a doppio mandato proprio alla Provin-cia, con quote, contributi o partecipazioni {si chiamano partecipate per-ché a partecipazione pubblica, anche consistente, aziende come As2 (Azienda servizi strumentali e tecnologici), il Cen-ser (Centro servizi Rovi-go fiere), il Consvipo (Consorzio per lo sviluppo del Polesine), il Cur (Centro universitario rodigino), Iniziative Immobiliari, Interporto, Veneto Strade}, fra cui e le quali si segnalano, con alcuni ultimi Presidenti de-stinati proprio alla soppressione, quelle del Presidente interessato del Cur Roberto Tovo, di Angelo Zannellato Presidente interessato del Consvipo, di Gian Michele Gambato interessato Presidente di Unindustria (Ass. pro-vinciale Industriali), di Alessia Zaninello presidente interessata della CNA provinciale, di Gugliemo Brusco ultimo vice-presidente della Provincia [a segnalare la caratteristica dicotomia fra politica del dire e del fare perché la Federazione della Sinistra (di cui fa parte Brusco) è per l’abolizione di tutte le Provincie – Ndr], di Federico Saccardin ex pluri-presidente Provincia, di Elios Andreini ex senatore del collegio provinciale [già contribuito per atti-vità culturali dalla Provincia – Ndr], del sindaco del Comune (per ora) ca-poluogo Bruno Piva [ma anche presidente interessato del Coni provinciale – Ndr], di Fulvio dal Zio Segretario interessato provinciale Cgil, di Antonel-lo Sartori segretario interessato di Confartigianato Rovigo, dei Presidenti interessati delle sezioni provinciali agricoltura, Marco Giuriolo Coldiretti – Dario Franceschetti Cia – Stefano Casalini Confagricoltura, dell’Onore-vole Emanuela Munerato del collegio provinciale della Lega Nord [eletta nella VII Circoscrizione "Veneto 1" (Province di Verona, di Vicenza, di Padova, di Rovigo – Ndr], del Consigliere regionale Graziano Azzalin che sperava in una elezione alla Camera attraverso il Collegio provinciale…
… (forte delle numerose adesioni) la presidente Tiziana Virgili, in una vera e propria azione che potrebbe configurarsi in “interesse privato in ammi-nistrazione pubblica” [la lettera al Presidente della Repubblica, l’attivazione dell’Ufficio legale, la pagina su Facebook “Salviamo il Polesine", la riunione dei capigruppo provinciali, il viaggio a Treviso per la riunione dell’Upi contro la soppressione – Ndr], sta continuando ad attivare le risorse e gli ingegni dell’Amministrazione per salvare la medesima [per pararsi il culo, si po-trebbe dire con un moto/motto di saggezza popolare – Ndr]. Il prossimo ra-duno, istigato dalla Provincia, è al Consiglio provinciale aperto al Censer (Centro fiere) di Rovigo venerdì 26 agosto. Dove – al Censer, sono state anche spostate le giostre dell’annuale Fiera rodigina di ottobre. E, quin-di, si presume che la parola d’ordine del Comitato Provinciale – Salviamo il Polesine, sia quello di articolarsi in un presidio permanente provinciale, alla maniera e in risonanza con le piazze di Spagna, in cui gli indignados polesani potranno bivaccare e manifestare ed incitare all’indignazione fino alla concomitante e appropinquantesi fiera di ottobre diventando il fulcro e l’attrazione più spettacolare della Fiera appunto.
L’ANNULLO FILATELICO postale della Provincia di Rovigo
Pare che, per l’occasione, l’Ufficio Provinciale delle Poste di Rovigo stia preparando un francobollo speciale da vendere, per contribuire alle spe-se del Comitato, con un previsto annullo postale che ne aumenterebbe a dismisura il valore economico, oltre a quello evidente e culturale dell’im-magine (foto © Félix Tournachon Nadar).

Nell’immagine, da fonte accreditata e su cui vige il segreto professionale, il francobollo a emissione straordinaria – su cui è previsto un annullo specia-le, per il Consiglio provinciale aperto del 26 agosto prossimo al Cen-ser di Rovigo. La battagliera che-non-vuole-essere-l’ultima Presidente della Provincia di Rovigo, sfodera tutte le sue doti nascoste ed incita alla jacquerie popolare utilizzando anche del suo fascino charmant da pruderie.
NOTA SOPPRESSIONI E “CAREGHE”
Con la soppressione della Provincia rischiano l’eliminazione anche Camera di commercio, Cna, Ascom, Confagricoltura, Coni, Csv, le sezioni provin-ciali di Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Ater, Inps, Poste, Arpav (Agen-zia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto), la Fondazione cariparo [con noti inchiavardati alle careghe come Ercole Chia-ri e Edoardo Gaffeo – Ndr] e le “partecipate”, As2 (Azienda servizi stru-mentali e tecnologi), Cen-ser (Centro servizi Rovigo fiere), Consvipo (Consorzio per lo sviluppo del Polesine), Cur (Centro universitario rodi-gino), Iniziative Immobiliari, Interporto, Veneto Strade.
Rispetto alle careghe, saltano un Presidente, 8 assessori, 25 Consiglieri e 27 nomine in enti esterni, per un totale di 61. Fra le quali, careghe e care-ghete alla Fondazione Cariparo e Banca del Monte, Accademia dei Con-cordi, Polesine innovazione, Ater, Conservatorio Buzzolla e Venezze, Ci-spe, Ater, Parco del delta, Gal Polesine, Università della terza età.
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L’ultima spiaggia libera della Provincia
Una piccola spiaggia fluviale da relax è diventata come l’isola misteriosa di Jules Verne o una “splendida utopia” – come l’isola non trovata di Fran-cesco Guccini, perché con l’affollamento da supermercato delle spiagge provinciali, con i disturbatori assillanti dei vu’ firmà del Comitato Provin-ciale, in un Polesine a 37 gradi centigradi – ma con una temperatura per-cepita di 46, con anche l’ozono che – come gli evasori fiscali, è diventato fuorilegge /mentre il tasso di umidità, non tassabile, va oltre il 70%/, sembra diventato veramente improbo trovare un Po’ – ma anche di Adi-ge, di frescura, all’ombra a contemplare lo scorrere pigro delle acque e magari con un canotto explorer 100 a portata di culo. E invece non è così, perché – mirabilia! c’è rimasta ancora una vera e propria ultima spiaggia provinciale, libera e solitaria, da gustare in poca compagnia per non ro-vinarne la naturalezza (la wilderness). Onde per cui si offre ai lettori que-sto squarcio telematico di rilassatezza senza altre indicazioni perché è nel viaggio e nella curiosità che la scoperta trova il suo più alto valore e fervore metabolizzandosi poi nel riposo dell’appagata rivelazione.

In luogo imprecisato, fra San Martino di Venezze e Badia Polesine, oltre le ban-che dell’Adige, si trova l’ultima spiaggia libera (anche dai villeggianti) della Pro-vincia di Rovigo. In tempi di crisi economica la Provincia avrebbe messo la tas-sa del plateatico anche su questo suolo pubblico pur emerso, ma il cartello può essere tranquillamente evaso e rimosso come la stessa Provincia di Rovigo.
La pubblicazione di questa rende onore anche ad altre fotografie di cronaca rite-nute spesso, a torto, dei fotomontaggi. Infatti, si tratta di una vera e propria ri-presa fotografica senza artifizi: basta vedere come è inserito il cartello in senso prospettico ed osservarne l’ombra che dal suolo si dirama anche sull’acqua
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“La ghenga”, nasce il Comitato per salvare la Provincia
Rovigo, 23 agosto. Da “manuale” – vedi fotografia, si costituisce il Comita-to che andrà a raccogliere le firme dei cittadini contro l’abolizione della Provincia di Rovigo. «Parallelamente all’iniziativa del Consiglio provinciale aperto fissato per venerdì al Cen-ser – così descrive l’iniziativa un quoti-diano locale -, un comitato di persone della provincia senza bandiera po-litica si è riunito ieri per la prima volta per organizzare la raccolta firme contro l’abolizione. Il nucleo di fondatori del comitato si è dato appunta-mento ieri alle 18,30 a palazzo Celio con la presidente Tiziana Virgili. Al tavolo, tra gli altri, nomi noti come Luigi Contegiacomo [Archivio di Stato – Ndr], Vani Franceschi [presidente interessato Csv], Elios Andreini [già Se-natore Pds e contribuito per attività culturali dalla Provincia – Ndr], Rosanna Cavazzini [area Arci presidente di “Viva (per finta) la Costituzione”, ben con-tribuita dalla Provincia – Ndr], Lino Pietro Callegarin [presidente Arci pro-vinciale, ben contribuito per ogni numerosa iniziativa dalla Provincia – Ndr], Sergio Garbato [area Arci, mani in pasta in ogni “tavolata”, già contribuito per varie iniziative dalla Provincia – Ndr], esponenti di Azione cattolica [non riportati – Ndr] e case di riposo [? -Ndr]». Non c’è banda senza ghenga, intendendo con codesta i fiancheggiatori pubblici, il braccio militare della Provincia. C’è da evidenziare – al punto uno, che siamo stati facili profeti a profetizzare l’entrata in campo dei contribuiti provinciali (pure a rischio chiusura) a difendere gli erogatori dei loro contributi. Basta vedere alla didascalia dell’immagine “Il quarto Stato”, del 13 agosto scorso. C’è da evidenziare – al punto due, che questo Comitato che nasce come un vero e proprio braccio referendario della Provincia, non è «senza bandie-ra politica», è tutto di una sola e unica bandiera - partitocratica, del Pd.
Intanto, in parallelo, sono circa 250 i destinatari dell’invito a partecipare alla seduta straordinaria aperta del Consiglio provinciale, dalle ore 9,30 di venerdì prossimo al Cen-ser. Fra questi, oltre ai consiglieri provinciali, sono invitati i rappresentanti in Regione, i 50 sindaci, Upi, Urpv, Prefetto, Questore, Diocesi, le segreterie politiche, sindacali, del mondo economi-co, culturale, del volontariato, sportivo, ordini professionali e stampa. Di fronte a questa mole di inviti, con alcuni dipendenti in ferie, pare che il costituendo Comitato “La ghenga per il Polesine” si sia dato come prima scadenza la preparazione e spedizione delle lettere d’invito, con il bene-stare della Presidente Virgili. Gran piegare ed imbustare, dunque, del gruppo dirigente del Comitato che, dulcis in fundo, si è esibito in un pecu-liare lecca-lecca di franco-bolli prontamente appiccicati e che saranno successivamente annullati per aumentarne il valore. “Porca miseria, ho la lingua raspata” sembra abbia proferito Rosanna Cavazzini, “Basta farci il callo”, avrebbe risposto Vani Franceschi [il callo sulla lingua? - Ndr], men-tre tutto indaffarato Sergio Garbato non riusciva – per una volta, a re-plicare, con l’attrezzo del suo lavoro tutto intasato e impastato. “Faffene un’altra” avrebbe intimato Elios Andreini a Lino Callegarin che, pur es-sendosi asperso il gargarozzo con un bicchierino di quello buono, gli avrebbe risposto “faffene coffa?”, mentre l’astuto Contegiacomo si limi-tava solo ad imbustare, avendo allertato il fido Claudio Luciano alla stra-ordinaria bisogna. Epperdunque, grazie alla solerzia del Comitato affian-catore e affrancatore della Provincia, gli inviti sono stati tutti , a tempo, inoltrati. Parvenu, ammanicati, chaperon e revenant, tutti in fila, venerdì prossimo, a difendere i loro posti di lavoro direttamente interconnessi con quelli della Provincia e delle connesse pertinenze, careghe e contri-buende. Che il quiz di venerdì prossimo sarà di trovare un difensore del-la Provincia che non sia di poltrona o di commessa dipendente [ohibò!].
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Attaccati i manifesti del Consiglio provinciale aperto
Rovigo, 25 agosto. Per una autentica rimozione i giornali di due giorni fa non hanno riportato la componente cattolica-particolare del Comitato La Ghenga per il Polesine, il pur incommensurabile e talvolta ingom-brante Gino Age Furini (Associazione genitori provinciale). Ce ne scu-siamo con i lettori e, per recuperare credibilità diamo spazio al nuovo socio che in verità non ha perso occasione per mettersi in vista con la sua solita disponibilità ed acutezza. Dopo leccatura-affrancatura-buste-inviti, è di ieri sera l’uscita serale del Comitato ad appendere i manifesti di convocazione – 50×70 cm., del Consiglio provinciale aperto (vedi foto).
«Gino, guarda che i manifesti - gli si sarebbe rivolto l’arci-manovratore Li-no Callegarin – non sono pre-collati come i francobolli, puoi leccare tutta stanotte, non si attacca niente. Conviene usare del nastro adesivo».
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1 – Provincia: coro di no alla soppressione
Approvato all’unanimità ordine del giorno contro l’abolizione della Provincia
Rovigo, 26 agosto – dal sito della Provincia. Il no all’abolizione della Provin-cia è stato rimarcato questa mattina al Censer di Rovigo [dalle ore 9,30 – Ndr] dai 31 interventi al consiglio provinciale straordinario aperto con un unico punto in discussione “Effetti dell’art. 15 del dl 138 del 13 agosto sulla soppressione delle province con meno di 300 mila abitanti o con estensione inferiore ai 3 mila km²”. Oltre 300 in sala Rigolin fra parla-mentari polesani, sindaci, assessori, sindacalisti, imprenditori, rappre-sentanti delle associazioni economiche e di categoria, segretari di partito e gente comune [amica o famigliare dei ”provinciali” - Ndr] a motivare il proprio dissenso alla manovra varata dal governo e conclusione dei la-vori con l’approvazione di un ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio [come chiedere all’avvocato Ghedini se Berlusconi è colpevole di qualsiasi cosa – Ndr]. “Identità, cultura, territorio, senso di appartenen-za, storia, riscatto e futuro” sono risuonati negli interventi della presi-dente Tiziana Virgili, di Elios Andreini, degli assessori regionali Roberto Ciambetti e Isi Coppola, di don Carlo Marcello, del sindaco di Rovigo Bruno Piva, del segretario provinciale della Cgil Fulvio Dal Zio e di tutti i consiglieri provinciali succedutisi al microfono, fino al sottosegretario [al ministero del Lavoro - Ndr] Luca Bellotti. Alla fine dalla Lega al Pdl, dal Pd al Gruppo Misto è stato votato all’unanimità un ordine del giorno dove si chiede lo stralcio degli art. 14, 15 e 16; di trasferire nel codice delle au-tonomie locali la ristrutturazione dei livelli istituzionali; di demandare al-le Regioni, in condivisione con gli enti locali, l’eventuale riorganizzazione; l’introduzione di norme che contrastino il proliferare dei vari organismi intercomunali: società, consorzi, agenzie, ecc. riconducendo ogni compe-tenza e funzione alle assemblee elettive.

Vistosi fotografando Bellan Claudio - 1814 euro di rimborso macchina Porto Tol-le-Rovigo nel mese di luglio, si leva prontamente il dito dal naso mentre Raito sta facendo i conti del rimborso macchina Provincia-Censer, mentre la Mantova-ni sta meditando di usare gli stessi soldi (549 euro del mese di luglio) per affit-tarsi un monolocale, mentre la Negri, controllando i mille euro di rimborso mac-china del mese di luglio, si sta chiedendo se glieli darebbero lo stesso per affit-tarsi un appartamentino a Rovigo, mentre Brusco ci sta seriamente pensando di risparmiare sui 665 euro di rimborso macchina percepiti nel mese di luglio fa-cendo un abbonamento mensile di corriera Trecenta-Rovigo da 40 euro.
2 – La “casta” provinciale fa le barricate al Censer
Rovigo, 26 agosto. La Provincia fa le barricate titolano i quotidiani di Rovi-go capoluogo, ma è la “casta” che fa le barricate per difendere i propri sprechi e privilegi. Gli sprechi di una Amministrazione Pubblica che serve solo ad allocare i parvenu di partito violando la legge che dovrebbe ga-rantire a tutti – non solo ai tesserati, il diritto al Lavoro, gli sprechi di di-pendenti – come i sette Dirigenti, pagati una media di 97 mila euro l’an-no in quella che pare una vera e propria rapina ai danni dei contribuenti, gli sprechi degli Assessori, compresi quelli che non sono stati eletti dal popolo sovrano [come Francesco Ennio segretario dell'Idv, assessore senza voti al posto di Oscar Tosini eletto coi voti in Consiglio provinciale -Ndr]. Gli sprechi di una Giunta che elargisce fondi a man bassa ad associazioni, organi e cooperative senza appalti e concorsi pubblici. Fra le circa due-cento persone, presenti al Cen-ser – partecipata proprio della Provincia che magari gli dà lo spazio e aria condizionata gratis* – bisogna passa-re col lanternino, quello di Diogene, a cercare uno qualsiasi che non sia direttamente interessato, con prebende-commissioni-posto di lavoro-partecipazioni-contributi, alla soppressione della Provincia. Che per la-sciare un bel ricordo di sé ha già provveduto, ad aumentare i biglietti dei trasporti pendolari (studenti e lavoratori) a partire dal prossimo settem-bre [aumento del 9% -Ndr], mentre restano intatti – nonostante la crisi, gli stipendi dei sette Dirigenti e degli Assessori. Mentre resta anche per l’anno prossimo la manifestazione culturale “Tra ville e giardini” da 220 mila euro che non si capisce perché paghiamo in piscina, al cinema, al Teatro sociale ed invece coloro non paghino alle manifestazioni culturali. All’altare centrale la Presidente Virgili col Presidente del consiglio Frigato e con la direttrice generale Votta Gravina, più sotto Assessori e Con-siglieri e, a scalare, tutto il pubblico, per un totale di circa duecento per-sone. Fra le quali i noti ed i soliti noti del politichese istituzionale locale a spese dei contribuenti ed i sindaci da Castelmassa a Villanova Marchesa-na. E comunque tra i soliti noti – non citati più sopra, l’ex regionale Pdl Renzo Marangon [venuto a contrastare la Coppola – Ndr], i Consiglieri re-gionali [da 10 mila euro al mese, mica brustoline – Ndr] Mainardi ed Azza-lin [vestito da prima comunione – Ndr], il tuttologo Cgil Arnaldo Vallin, Age Furini, Nicola Chiarini addetto stampa – secondo Matteo Masin, di Gra-ziano Azzalin, amici, parenti “famigli” e combriccola varia. Bisognerebbe fare una inchiesta giornalistica – se la “stampa” non fosse prezzolata ai partitocratici, per sapere quanti di coloro sono lì a titolo personale ed u-sando del loro tempo libero e quanti – invece [evidentemente quasi tutti – Ndr], in orario contribuito a vario titolo dalle loro amministrazioni meta-orto-para pubbliche. Se la libertà è la capacità di ascoltare e dare spazio ai “diversi”, il Consiglio provinciale aperto è stato per niente libero.
*Approfondimento successivo, 31 agosto. In effetti dalla Determina n. 2890 del 30/08/2011, risulta una «Liquidazione a favore del CEN.SER S.p.A. Centro Servizi Rovigo per l’utilizzo della Sala Rigolin per la convocazione straordinaria del Consiglio Provinciale aperto tenutosi il 26 agosto» di euro 810.00.
Parata di poltronieri a difendere il posto di lavoro
A seguire la lista dei primi in vista a difendere la Provincia essendo anche i primi in lista a rischiare il posto di lavoro, che verrà soppresso con la soppressione della Provincia. Lavoro diretto come gli Assessori e Consi-glieri a gettoni di presenza, come i sistemati alle aziende “partecipate” dalla Provincia, o indiretto come i responsabili-presidenti-segretari di associazioni e federazioni “provinciali”, o pure indiretto come i rappre-sentanti politici che perdono un posto per spartire poltrone e potere. Ecco la lista degli interventi dei notabili a salvarsi il culo e la carega: Ti-ziana Virgili Presidente della Provincia, Federico Frigato Presidente del consiglio, Bruno Piva sindaco di Rovigo capoluogo di Provincia e Presi-dente Coni provinciale, Isi Coppola Assessore regionale, Luca Bellotti parlamentare polesano, Alessandro Berta sindaco di Canda comune sop-presso dallo stesso Decreto legge, Elios Andreini ex Senatore Presidente del Comitato per il Polesine, don Carlo Marcello a nome del Vescovo con una posizione radicale come “o tutte le Province o nessuna” [il quale è l’unico intervenuto e fra i presenti non interessato alla soppressione della Provincia che non coinvolge la struttura dipartimentale a Diocesi della Chie-sa – Ndr], il capogruppo del Consiglio provinciale Pd Franco Groto, il Con-sigliere regionale Cristiano Corazzari della Lega Nord, Gian Michele Gam-bato presidente di Unindustria, il Consigliere provinciale Lega Nord e presidente di Interporto Antonello Contiero, Graziano Azzalin Consigliere regionale Pd, Lorenzo Belloni presidente Camera di commercio, Vitaliano Bressanin della Confesercenti, Franco Marzolla dell’Ascom, Alessandro Zaninello presidente Cna, il segretario provinciale di Cgil Fulvio Dal Zio, Orazio Trombaioli dei pensionati Cisl. Tra i Consiglieri provinciali Franco Vecchiatti Pd, Stefano Falconi e Ivano Cibin Lega Nord, Fiorella Cappato e Pierangelo Avanzi Gruppo misto, Monica Moro capogruppo del Pdl, il sindaco di Ceneselli ma anche Consigliere provinciale del Gruppo misto Marco Trombini, il Segretario provinciale Diego Crivellari del Pd, l’asses-sore del comune di Melara Paola Davì, il Consigliere provinciale Matteo Masin di Fds e pure la capogruppo Ps Silvana Mantovani.
A conclusione degli interventi unanimi, di esterni ed interni, sono stati tutti d’accordo, maggioranza e opposizione, in una storica condivisione politica del problema che ha accumunato destra e sinistra e centro: Lega Nord – Pdl – Pd – Gruppo Misto – Fds – Su – Udc – Idv – Ps. Il Consiglio provinciale ha quindi votato all’unanimità – senza eccezioni od astensio-ni, un unico Ordine del giorno che esprime dissenso dalla “manovra” di abolizione della Provincia varata dal Governo.

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La Provincia di Rovigo e l’”effetto Nimby” – non nel mio cortile
“Lettera aperta” (non pubblicata) ai giornali locali
Rovigo, 27 agosto. Negli ultimi anni, anche con il peggiorare della crisi economica che riguarda tanti italiani dei ceti medio e bassi, l’insofferenza verso gli sprechi della politica ed i privilegi della “casta” si è fatta sempre più diffusa e popolare. Tramutandosi in un vero e proprio sentimento di rivolta, anziché di ribellione. Un generico sentimento populistico di indi-gnazione che si esaurisce e si consuma nello sfogo, come i brufoli giova-nili, mentre la ribellione andrebbe, invece, a cambiare, gli schemi che hanno prodotto lo sdegno. [Si potrebbe qui inserire il termine “omologazio-ne”: Theodor Adorno, della scuola di Francoforte, spiega che le “istituzioni” come espressione di un potere imposto, hanno creato una adesione acritica verso di esse, una sorta di sudditanza che colonizza anche la mente del cit-tadino consumatore -Ndr]. Cosicché, quando c’è la possibilità di eliminare gli sprechi ed i privilegi della “casta”, in modo meno generico e naziona-le, a partire dal proprio territorio, si verifica, per dirla all’americana – da cui siamo colonizzati culturalmente dalla “Liberazione” della II guerra mondiale, il cosiddetto “effetto Nimby”, acronimo che vuol dire, lettera per lettera: Not In My Back Yard, “non nel mio cortile”. E cioè, eliminiamo pure tutti gli sprechi possibili a Padova ed anche la Provincia di Venezia ma non gli sperperi e la Provincia di Rovigo, nel nostro territorio (cortile).
Perché le Province sono diventate uno spreco in Amministrazione pubbli-ca a partire dal 1970 quando sono state istituite le Regioni che le hanno destabilizzate e svuotate di competenza. Le voleva abolire il preceden-te Governo Prodi di centro-sinistra ed ora le vuole abolire il Governo Berlusconi di centro-destra. Che ha iniziato almeno a cancellare quelle sotto i 300 mila abitanti. E qui casca l’asino popolano e si verifica l’”ef-fetto Nimby”. Perché in Polesine tanti sono contro i privilegi della “ca-sta”, tipo i Consiglieri regionali che prendono 10 mila euro al mese e lo spreco delle Province – considerate poltronifici per politicanti, ma salvia-mo i Consiglieri regionali di Rovigo (Azzalin-Mainardi) e la Provincia pure che, magari, qualche briciola o posticino da usciere ci tocca, prima o do-po, anche a noi. Lo spreco della Provincia di Rovigo, è nella gestione partitica con Assessori super pagati, con commissioni e prebende ad associazioni e cooperative di amici e senza concorso pubblico, con “pol-trone” partitiche (non meritocratiche) nelle cosiddette “partecipate”, con “intrallazzi” e gestione di potere partitico (non meritocratico) in Enti di vario grado comprese le banche. Per passare ai dipendenti, che il 99% è stato assunto “regolarmente” con tessera di Partito ed andrebbero pro-cessati: se i sette Assessori prendono una indennità sui 35 mila euro lordi l’anno, i sette Dirigenti percepiscono una media di 97 mila euro l’an-no. Il Direttore generale Savino, in pensione l’anno scorso, percepiva uno stipendio di 150 mila euro l’anno. Sugli sprechi della Politica, basti ricordare i 220 mila euro l’anno elargiti per la rassegna gratuita “Tra ville e giardini” ed il rimborso spese per l’automobile degli assessori, oltre ai 2300 euro di stipendio. A luglio Claudio Bellan di Porto Tolle ha avuto un rimborso di 1800 euro, Laura Negri di Bergantino 1000 euro, Guglielmo Brusco di Trecenta (con la Multipla a metano) 665 euro. Ma, invece di ri-durre gli stipendi-rapina dei sette Dirigenti, quelli degli Assessori o alme-no che usassero la corriera, invece di tagliare le spese culturali distribui-te a pioggia senza appalti o concorsi pubblici, la Provincia ha aumentato da settembre i biglietti dei pendolari, dicasi lavoratori e studenti che u-sano il trasporto pubblico, del 9% e ridurrà anche le corse dell’11%. Questo, per fare un semplice esempio di privilegi e sprechi di Assessori e Dipendenti della Provincia, a carico dei “poveri” contribuenti.
Ma, per tornare al decreto di manovra finanziaria, che dovrebbe ridurre la crisi economica che attanaglia l’Italia, in Polesine tutti, compresi i parti-ti “governativi”, si sono schierati contro l’eliminazione della Provincia di Rovigo. Con lo slogan “O tutte o nessuna” si sono schierati contro l’abo-lizione i governativi che qui sono all’opposizione come Isi Coppola e Mau-ro Mainardi del Pdl e Antonello Contiero della Lega Nord, per non dire di quelli che sono in maggioranza a Palazzo Celio, a partire dal Pd per arri-vare ai partiti minori come Fli e Udc e Ps. Tutti contro l’abolizione compre-si i partitelli “giustizialisti” a livello nazionale ma non a livello locale, come l’Idv e Federazione della sinistra. Esterni alla Giunta ma perfettamente in linea anche la Curia vescovile, Sel ed il partito dei Grillini. Che in Polesine non si è mai vista, dalla fine della II guerra mondiale, una coesione poli-tica [omologazione? -Ndr]così generica e generalizzata. Che sembrano arrivati gli Americani a distribuire cioccolata e (delta-)blues. Epperò quan-do viene ridotta la distribuzione di cioccolata, oltre la generica incazza-tura che si sfoga di per sé, nessuno che vada a verificare perché c’è sta-ta la riduzione a livello nazionale e internazionale o che vada a eliminare le cause che permettono gli sprechi ed i privilegi di chi ne arraffa di più…

Mappa aggiornata del Veneto – da “La ghenga – almanacco di satira polesana“
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La lotta vince, la Provincia è salva
Rovigo, 30 agosto. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intimorito (sembra) anche dalla Presidente della Provincia di Rovigo Tiziana Virgili, che aveva minacciato anche le dimissioni dal Pd [visto che Azzalin non voleva cederle la carica di Consigliere regionale – Ndr], annulla la soppres-sione delle Province sotto i 300 mila abitanti dapprima prevista nella ma-novra finanziaria-bis. Ieri sera ad Arcore, nella sua residenza privata [non a Palazzo Chigi sede pertinente del Consiglio dei Ministri – Ndr] Silvio Berlusconi ha ricevuto i caporioni della Lega Nord (il presidente Bossi con i ministri Maroni e Calderoli) e del Pdl (il presidente Alfano con il Ministro Tremonti [e l’avvocato Ghedini che non si sa mai – Ndr]) per apportare modifiche al decreto finanziario proposte minacciosamente dalla Lega Nord. In quello che viene definito “l’accordo di Arcore”, il Governo [in a-bitazione privata – Ndr] riscrive la manovra-bis da 45 miliardi ed annulla la soppressione delle Province sotto i 300 mila abitanti con una soluzione da “campa cavallo”: l’accordo è per la cancellazione di “tutte” le Province ma l’abolizione potrà essere fatta solo per via “costituzionale”. Tra le al-tre modifiche, viene cancellata anche la supertassa – il contributo di so-lidarietà, che avrebbe colpito i redditi più alti mentre restano gli inter-venti drastici sulle pensioni per i redditi più bassi.

Errata corrige
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La Provincia in festa, danze e balli a Borsea
Borsea, 3 settembre (anticipo-previsione di notizia redatta il 29 agosto).
Alla festa del Pd di Borsea, già festa dell’Unità del Pci, si celebra la gran-de festa per la salvezza della Provincia di Rovigo ottenuta dalla batta-gliera Presidente Tiziana Virgili del Pd [che sennò dava le dimissioni dal partito - Ndr], con l’appoggio politico del Comitato “La ghenga per il Pole-sine” guidato dal presidente Elios Andreini già del Partito comunista ita-liano. Nell’occasione la Direzione politica della Festa ha richiamato in Po-lesine l’Imperial Russian Dance Company – di ben 30 elementi, già impe-gnato a Melara il 30 luglio scorso per la serie “Tra ville e giardini” orga-nizzata dalla Provincia medesima. Che hanno volentieri rifatto il viaggio da Mosca per presenziare alla Festa per la salvezza della Provincia e prenotarsi l’esibizione prevista anche per l’anno prossimo. Il noto grup-po internazionale è stato anticipato da una esibizione del gruppo locale e casereccio Fabula saltica [con sostanzioso cachet già compreso nella ma-nifestazione “Tra ville e giardini (paghi uno ottieni due!) – Ndr] , guidato da Claudio tip-tap Ronda [per le sinapsi agitantesi nel suo meandro cervicale – Ndr] – [che se non si esibisce per la Provincia non si sa dove mai –Ndr], nella peculiare e caratteristica “Polentola Polesana (e fasoi)” a cui sa-rebbe dovuto seguire “Non c’è trippa per gatti” sospesa purtroppo dalle intemperanze del pubblico bolscevico. Infatti, alla manifestazione era presente anche il notabile del Pci ora Pd Filippo Penati [inquisito per maz-zette milionarie - Ndr], di Sesto San Giovanni la “Stalingrado d’Italia”, già Presidente della Provincia di Milano prima di passare per meriti acquisiti alla segreteria del segretario del Pd Pier Luigi Bersani. «Porto la mia esperienza di Presidente della Provincia di Milano e amministrativa tout court – avrebbe dichiarato Colui – a disposizione della battagliera Pre-sidente Tiziana Virgili». Dopo le assolute e mancate intemperanze del pubblico alle dichiarazioni di Filippo Penati, si è quindi esibito l’Imperial Russian Dance Company, guidato da Andrej Andreinovič – detto Junior [stranamente somigliante al Presidente del Comitato salva Provincia Elios Andreini che, in effetti, come diligente dirigente Pci aveva fatto numerosi missioni di studio nell’Unione Sovietica di tanti e tanti anni fa –Ndr].
Comunque, la vera chicca della serata, è stata l’esibizione finale del balletto provinciale “Matriarche-Matrioske”, appositamente organizzatosi per l’occasione, con la tipica danza polesana “La danza delle careghe”.

Nella fotografia non è ritratto l’acrobatico politicante del Pci polesano Elios An-dreini – che boicottava persino la Coca cola, ma, bensì, Andrej Andreinovič, la première étoile del – purtroppo ora - Imperial Russian Dance Company.

Il gruppo di danza ballerina “Matriarche-Matrioske” della Provincia di Rovigo si esibisce nella caratteristica e pertinente “La danza della carega”. Nell’immagine, oltre al bel primo piano della gongolante Virgili, si distinguono le assessore Giu-liana Gulmanelli, Marinella Mantovani, Laura Negri, ”Claudia” Bellan [è lui o non è lui? – Ndr], le dirigenti Maria Votta Gravina, Monica Zanforlin e Carla Elisa Bernecoli, e via via, a scalare per ordine di importanza economica, dirigenti mi-nori, impiegate e usciere varie: Allegro Raffaella, Attolini Monica, Fogagnolo Laura, Gambardella Monica, Gardenghi Tania, Goggia Mariangela, Paparella Li-cia, Roveron, Nicoletta, Spadon Fiorella, Todero Emanuela, Verza Antonella, Maria Angela Zecchini, Lucia Beria, Alice Boscolo, Loredana Mughetto, Alessan-dra Paganin, Daniela Cabassa, Lorena Vegro, Marina Paparella, Stefania Chi-naglia, Neva Mantovani, Monica Fantin, Marina Pavan, Gloria Cherubin.
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PROVINCIA DI ROVIGO GIA’ DI SERIE B

Via Ricchieri 10. E’ interdetto l’accesso principale ai disabili, solo entrata di serie B dal vicolo sul retro, facendo il giro del caseggiato, quattrocento metri dopo.
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APPENDICE - L’IMMAGINE: dall’archivio
Tiziana Virgili e Graziano Azzalin, in una riunione del Direttivo del Pd, sezione pappa-e-ciccia da Venerino a Papozze, mentre si stanno concupiscenzamen-te accordando per il trasferimento in Regione Veneto della stessa Virgili e di Azzalin a Roma al posto di Gabriele Frigato*.

* Al posto di Gabriele Frigato, non da deputato dal quale è stato trombato, ma dal posto di ricovero per deputati trombati – dicasi premio di buona uscita: Con-sigliere, a 90 mila euro l’anno, dell’Isvap autorità incaricata di vigilare sulle compagnie di assicurazione.
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APPENDICE - I DATI: i costi delle Province
16 settembre 2009. Le Province in Italia sono 110, con 62.778 tra dirigenti e im-piegati. Nel 2006 le spese sostenute dalle Province sono state pari a 13 miliardi di euro: il 18,3% da spese per i redditi da lavoro dipendente (2 miliardi e 379 milioni), il 28,4% da consumi intermedi, il 22,3% da investimenti fissi lordi ed il 31% dalle altre voci di spesa. Nell’ipotesi in cui il personale delle Province ve-nisse reimpiegato in altre amministrazioni o istituzioni locali, ci sarebbe un ri-sparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali.

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RIFERIMENTI
L’articolo fa parte di una inchiesta più articolata – quasi antropologica, sugli usi e costumi partitocratici polesani. Per approfondimenti e risonanze sulla tematica trattata, si rimanda all’Almanacco generale, doviziosamente illustrato – come un sillabario, di politica polesana. > Almanacco polesano di ratatuia politica
tatuia
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POST SCRIPTUM: DE-STRUTTURAZIONE DELL’ARTICOLO
Riflessioni invece che genuflessioni a quanto viene propinato dai mass-media
Per lo stile dell’articolo – che è una caratteristica della Redazione, si può usare la definizione “mockumentary”, termine inglese che indica quel genere cinema-tografico, o televisivo, nel quale gli eventi fittizi, appositamente realizzati per la trama, sono presentati come reali e frammischiati ad essi. Ed è uno schema che invita lo spettatore, o il lettore, ad usare del cervello in modo attivo a decodifi-care gli eventi, invece che subire passivamente e torbidamente tutto ciò che gli viene propinato. In italiano mancando un termine esatto, si potrebbe usare la dizione di “cronacario-possibilista”, a definire un articolo di questo tipo dove, a eventi di cronaca reali, si intersecano episodi probabilistici, del giorno dopo.
1- Così nel caso della “Provincia in rivolta” del 13 agosto – foto e didascalia, quello che era possibilista in quella data, la convocazione di un Quarto Stato a difendere i dipendenti e amministrativi della Provincia di Rovigo, è diventata cronaca vera nei giorni successivi pur con la presidente Virgili affiancata dal pa-ri partito Presidente del Consiglio Federico Frigato, invece che dal “comunista” vice-presidente Brusco. Anche tanti dei possibili aderenti istituzionali alla “fiu-mana” del Quarto Stato Provinciale – tipo i Presidenti interessati di Consvipo, Camera di Commercio, Coldiretti, Confindustria, Coni…, con contorno di cul-turame finanziato dalla Provincia, si sono schierati realmente, nei giorni succes-sivi a difesa della Provincia. 2- Così, al punto n.2 –16 agosto, era ed è rimasta probabilista la delegazione Provinciale dal Ministro Maroni. Epperò il Ministro ha realmente lavorato di ferragosto, l’onorevole Leghista Munerato – pur contro il suo partito, si è schierata nei giorni successivi a difesa accesa della Provincia, l’assessore all’Ambiente Gulmanelli, se fosse andata a Roma potrebbe avere avuto un incontro coi vertici Enel e Oscar Tosini se la barcamenerà nei giorni successivi a difendere personalmente la Provincia contro il suo Partito (Idv) che le abolirebbe tutte. 3- In merito a “Provincia di Rovigo ultima spiaggia” – 17 a-gosto, è vero che la Provincia ha tanto bisogno di soldi che, invece di tassare i Dirigenti o gli Assessori o tagliare i fondi gratuiti alle associazioni di “amici”, ha aumentato i biglietti dei pendolari – per lavoro e per studio, dal prossimo set-tembre e che potrebbe tassare anche pertinenze pubbliche come le strade pro-vinciali e le spiagge. Ma resta probabilista e fantasiosa la vicenda narrata pur se con personaggi reali. 4- Resta possibilista, ma si dovrebbe avere capito che era una “canzonatura” filatelica, l’emissione del franco-bollo – da leccare per incol-lare e ricevere l’annullo, a celebrare l’ultima Presidente della Provincia. E così, anche negli articoli successivi: notizie accurate condite di aneddoti e pro-babilistiche vicende collegate. Accompagnati da “immagini” appropriate.

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