Clima – Durban prima della catastrofe?

novembre 28, 2011

28 novembre-10 dicembre. Inizia oggi a Durban – Sudafrica,  la 17a COP delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. La più grave crisi del Pia-neta non è quella economica (dei soldi), è quella ecologica (della vita), la sofferenza estrema del Pianeta Terra, causata dalle continue torture inferte dall’uomo aeconomicus (debiti).

                                

Per uscire dalla crisi economica e dalla crisi ecologica
> Cambiare il sistema non il clima
A Sud, 27 novembre. Dal 28 novembre al 10 dicembre si terrà a Durban, Sud Africa, la 17° Conferenza Mondiale Onu sul clima. È ormai innega-bile che gli stravolgimenti climatici sono la più grande minaccia che pen-de sul futuro dell’umanità. A dirlo sono i climatologi, la comunità di ri-cercatori, gli accademici. La responsabilità di questa profonda crisi che coinvolge aspetti ambientali, sociali ed economici è dell’uomo. Sono gli attuali modelli di consumo, produzione e consumo ad aver causato la distruzione ambientale che il pianeta sta vivendo negli ultimi decenni e che è alla base dell’impazzimento del clima… 
                                        

> Clima. Durban ultima spiaggia?
Altreconomia, Alberto Zoratti, 28 novembre 2011. Apre oggi i battenti la 17a Conferenza delle Parti Onu sul cambiamento climatico a Durban, in Sudafrica. E non potrebbe farlo sotto migliore auspicio, se si pensa che proprio in questi giorni il Governo conservatore del Canada ha deciso di mettere in un cassetto il Protocollo di Kyoto e tutte le sue velleità di un accordo concreto e vincolante per combattere il Climate Change. Peter Kent, ministro dell’Ambiente canadese, sbarcherà all’aeroporto sudafri-cano portando con sé una vera e propria bomba diplomatica. Dopotutto l’House of Common di Ottawa si è espressa il 22 novembre e democrazia vuole che, se il Parlamento decide il Governo esegua. Oltre 190 Paesi e le loro delegazioni si ritroveranno, una volta di più, a contrattare sulla pelle di un pianeta sempre più in bilico, dove eventi metereologici estre-mi stanno trasformandosi in veri e propri sintomi di una febbre che non cala. E se il paziente decide di non seguire le terapie mediche, proposte in questo caso dall’IPCC, il Panel intergovernativo di scienziati che si occupa di ipotizzare il futuro e di dare soluzioni, allora sperare in una guarigione è quanto meno illusorio…
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PROLOGO
Il conto alla rovescia del clima
Verso la conferenza Onu di Durban (28 novembre-10 dicembre)
di Marica Di Pierri, Associazione A Sud
22 novembre 2011 – L’attuale crisi del debito ha assorbito come una spugna le attenzioni del mondo politico e dell’informazione, divenendo fulcro delle preoccupazioni globali. Pare che da essa dipenda la salvezza del nostro paese, dell’Europa e del mondo intero. Ma così non è. C’è un’altra crisi, ben più pericolosa, che pende come un’ascia sulle nostre teste. È quella ecologica, la sofferenza estrema del pianeta terra, causa-ta dalle continue torture inferte dall’uomo aeconomicus. Il modello di svi-luppo capitalista, le abitudini di produzione, distribuzione e consumo im-postesi negli ultimi decenni hanno distrutto territori, corsi d’acqua e falde acquifere, contaminato l’atmosfera e i mari, causato l’estinzione di centi-naia di specie viventi e da ultimo, ma non certo per importanza, stanno modificando tragicamente gli equilibri climatici. Per questo gli stravolgi-menti del clima sono al momento, secondo la comunità scientifica, la più grave minaccia che l’umanità è chiamata ad affrontare…

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