Per una sola Umanità: Diritti Umani per tutti!

dicembre 9, 2011

Sabato 10 dicembre 2011, a 63 anni dalla Dichiarazione dei Diritti dell’U-manità, manifestazione “tuttiidirittiumanipertutti” in piazza Matteotti – Rovigo, dalle ore 16. Un presidio in “comunanza” Perché i Diritti Umani non sono beni acquisiti da celebrare ma si conquistano e si “liberano” giorno per giorno, coscienza per coscienza. 

La “Carta” dei Diritti Umani è una Dichiarazione di intenti – di programma e non di cerimoniosa certificazione in un’ottica propedeutica da “bacio” Perugina: le stesse Istituzioni che violano i Diritti Umani celebreranno l’anniversario riempiendosi la bocca a “baci” liquorosi di cioccolata, per poi leggere i bei pensierini stampati sulla carta stagnola.

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi so-no dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza». Basta questo primo articolo – su 30 a dare il “la” alla canzone della Umanità ri-trovata e ri-cercata che, come l’utopia, è sempre dieci passi più in là, ma serve a metterci in cammino ed a deli-neare l’orizzonte. Il diritto di uguaglianza e di fratellanza deve stare alla base di ogni protesta sociale come quella smossa dalla crisi economica attuale. Sennò ogni pur giusta lotta resta una rivendicazione corporativa che non va a cambiare e modificare le cause che l’hanno prodotta.
E le cause sono la disuguaglianza da combattere con la giustizia e con la comunanza. Perché è l’empatia – e non l’egoismo individuale, che sta alla base dell’Umanità. Comunicato di convocazione Biancoenero 
                                               

I Diritti sono di tutti o sono Privilegi
Senza comune tensione verso l’uguaglianza i diritti cambiano natura: per coloro che stanno in alto diventano privilegi per quelli che stanno in bas-so concessioni o carità.
Senza uguaglianza, ciò che è giustizia per i potenti è ingiustizia per i senza potere; la libertà è garanzia di prepotenza dei forti e destino di oppressione dei deboli; la solidarietà si trasforma in carità e la carità serve a sancire l’ingiustizia; le istituzioni, da luoghi di protezione e inte-grazione, diventano strumenti di oppressione e divisione; il merito viene sostituito dal clientelismo, le capacità dal conformismo e dalla sottomis-sione; la dignità dalla prostituzione.
Senza uguaglianza le forme della democrazia (il voto, i partiti, l’informa-zione, la discussione, ecc.) possono non scomparire ma diventano armi nelle mani di gruppi di potere”.  Gustavo Zagrebelsky, giurista
                                          
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LA MANIFESTAZIONE.
Per una sola Umanità: Diritti Umani per tutti!
Sabato 10 dicembre 2011, a 63 anni dalla Dichiarazione dei Diritti dell’U-manità, manifestazione “dirittiumanipertutti” in piazza Matteotti – Rovi-go, dalle ore 16. Un presidio in “comunanza” perché i Diritti Umani non sono beni acquisiti da celebrare ma si conquistano e si “liberano” giorno per giorno, coscienza per coscienza. La “Carta” dei Diritti Umani è una Dichiarazione di intenti – di programma e non di cerimoniosa certifica-zione da propedeutica da “bacio” Perugina: le stesse Istituzioni e rappresentanze che violano i Diritti Umani usano gli anniversari per riempirsene la bocca, a baci liquorosi di cioccolata, per poi declamare i bei pensierini stampati sulla carta stagnola. E fra i cerimoniosi “lettori” polesani vanno declamati gli assessori Diritti Umani, Arci-solidarietà, Croce rossa, Caritas e “tavolate” varie per la pace.
Articolo 1: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza». Basta questo primo articolo – su 30, a dare il “la” alla canzone della Umanità ri-trovata e ri-cercata che, come l’utopia, è sempre dieci passi più in là, ma serve a metterci in cammino ed a delineare l’orizzonte. Il diritto di uguaglianza e di fratel-lanza deve stare alla base di ogni protesta sociale come quella smossa dalla crisi economica. Sennò ogni pur giusta lotta resta una rivendica-zione corporativa che non va a cambiare e modificare le cause che l’han-no prodotta. E le cause sono la disuguaglianza da combattere con la giustizia e con la comunanza.

I Diritti sono di tutti o sono Privilegi 
Senza uguaglianza la democrazia è un “regime
Senza comune tensione verso l’uguaglianza i diritti cambiano natura: per coloro che stanno in alto diventano privilegi per quelli che stanno in bas-so concessioni o carità. Senza uguaglianza, ciò che è giustizia per i po-tenti è ingiustizia per i senza potere; la libertà è garanzia di prepotenza dei forti e destino di oppressione dei deboli; la solidarietà si trasforma in carità e la carità serve a sancire l’ingiustizia; le istituzioni, da luoghi di protezione e integrazione, diventano strumenti di oppressione e divisio-ne; il merito viene sostituito dal clientelismo, le capacità dal conformismo e dalla sottomissione; la dignità dalla prostituzione.
Senza uguaglianza le forme della democrazia (il voto, i partiti, l’informa-zione, la discussione, ecc.) possono non scomparire ma diventano armi nelle mani di gruppi di potere”. Gustavo Zagrebelsky, giurista

Diritti Umani violati 
I Diritti Umani come cartina di tornasole per una società civile
La disuguaglianza e la discriminazione sociale riguardano in Italia, in primis, minoranze etniche come gli Immigrati (5 milioni) ed i Rom/Sinti (160 mila), che sono sottoposti ad ”apartheid” sociale generata da un vero e proprio razzismo istituzionale. Un “razzismo che si è fatto Stato a partire dalla legge Bossi-Fini del Governo Berlusconi 2002, che Doudou Diène, Relatore Speciale per i Diritti Umani dell’ONU, giudicò «ispirata dalla filosofia dello scontro di civiltà» e che «incita alla discriminazione ed alla criminalizzazione degli immigrati». Un razzismo che si è via via ina-sprito coi vari e cosiddetti “pacchetti di sicurezza” decretati anche dai governi di centro-sinistra.
Roma, 15 luglio 2009. Il Presidente della Repubblica firma il decreto legge sulla “sicurezza” 733-B che, in un baratro temporale, precipita l’Italia al 1938 delle “leggi razziali” con gli Ebrei sostituiti da Immigrati. Restano consolidate le leggi di “separazione” verso gli Immigrati regolari discri-minati al voto, al lavoro, all’accesso alla casa, al bonus bebè, ai sussidi famiglia e disoccupazione, alla pensione, ma si crea, inoltre, una vera e propria persecuzione di quelli irregolari: vietato l’accesso agli studi, alla casa, ai servizi, vietata la registrazione dei nuovi nati, vietato sposarli, vietato ospitarli – pena la galera. Oltre un milione di immigrati diventano criminali e vanno incarcerati solo perché sono senza lavoro.

LEGGI ILLEGITTIME DELLO STATO ITALIANO
25 gennaio – Diritti umani violati: Italia razzista e xenofoba secondo il rapporto di Human Rights Watch che descrive un Paese dove «la violen-za razzista e xenofoba e l’eloquio politico ostile rimane un problema pressante».
9 giugno – L’Italia bocciata dall’ONU sui Diritti Umani di migranti, rifugiati e minoranze.
20 giugno – Il rapporto annuale del Consiglio d’Europa contro il razzismo e la xenofobia, segnala che in Italia sono in aumento i casi di intolleran-za e razzismo contro i migranti in genere, essendo i rifugiati ed i richie-denti asilo i più esposti.
7 luglio – Il Consiglio d’Europa invita ad estendere il voto amministrativo agli immigrati.
20 luglio – Istanza di un Giudice di Adria alla Corte di Giustizia sulla “le-gittimità” della Bossi-Fini che violerebbe – quindi, le norme comunitarie da ben nove anni.
26 luglio 2011 – A distanza di due anni dalla rigorosa applicazione, la Corte Costituzionale sancisce che la condizione di “irregolarità” di un immigrato non può essere un ostacolo alla celebrazione delle nozze con un cittadino italiano – come stabilito dal “pacchetto sicurezza” del 15 luglio 2009.
8 settembre – Il Consiglio d’Europa stigmatizza l’Italia per discriminazio-ne sui Rom e per xenofobia.
16 novembre – Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’Errc (organiz-zazione europea per i Diritti Umani) contro il “piano nomadi” varato a maggio 2008 dal Ministro dell’Interno Maroni per gli insediamenti Rom nelle grandi città. Per tre anni, dunque, lo Stato è Stato incostituzionale.
30 novembre – L’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) “rap-porta” la cospicua crescita delle discriminazioni nei luoghi di lavoro – per immigrati, nell’anno 2011.
30 novembre – Gravi violazioni dei diritti umani e delle norme antidiscri-minatorie del diritto internazionale e comunitario nei campi Rom di Milano – secondo un rapporto di Amnesty International.

QUALE DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI
«I diritti umani appartengono a ognuno di noi, senza eccezioni. Ma se non conosciamo e difendiamo il nostro diritto e il diritto degli altri ad esercitarli resteranno solo parole in un documento vecchio di decenni». Questo il messaggio lanciato dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in occasione della Giornata dei Diritti Umani del 2011.

Articolo 4. No alla servitù (di immigrati e “badanti”). Articolo 5. No alla tortura (nelle carceri dell’Italia che non ha ratificato la norma interna-zionale). Articolo 7. Tutti sono uguali davanti alla legge (anche Rom e Immigrati). Articolo 9. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato (anche gli Immigrati senza permesso di soggiorno). Articolo 13. Diritto di libertà di movimento e di residenza (anche per Rom e Immigra-ti). Articolo 14. Diritto di asilo dalle persecuzioni (coi richiedenti asilo in-carcerati fino a 18 mesi nei Cie). Articolo 15. Diritto di cittadinanza (anche per i figli di immigrati nati in Italia). Articolo 16. Diritto di matrimonio (an-che di Immigrati irregolari con Italiani). Articolo 18. Libertà di pensiero, coscienza, religione e di manifestazione (come manifestare per i Diritti Umani di sabato 10 dicembre nella piazza centrale di Rovigo addobbata per Natale, come il diritto di in-formazione sancito dalla Carta di Roma, per questa manifestazione). Articolo 19. Protezione dei fanciulli (anche quelli dei “campi nomadi” e figli di immigrati irregolari). Articolo 22. Alla sicurezza sociale (di Immigrati e Rom contro la violenza e discriminazione degli Italiani). Articolo 23. Diritto al lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione (oltre 500 mila immigrati lavorano in “nero”). Articolo 25. Diritto alla salute ed al benessere (nelle baracche dei lavoratori stagio-nali del Sud e nei “campi nomadi” dove i Rom hanno una aspettativa di vita inferiore di 20 anni a quella degli italiani). Articolo 26. Diritto all’i-struzione (anche dei figli di immigrati irregolari che non possono acce-dere agli esami di Stato). Articolo 27. Diritto alla partecipazione culturale (anzichenò).

LE “RETORICHE DEL DISUMANO”
C’è dentro ognuno di noi, e nella coscienza collettiva, un confine fonda-mentale che distingue il modo di guardare l’Altro come “uno di noi” (di-verso ma almeno in qualcosa simile) o come una “natura estranea”. Le “retoriche del disumano” lavorano su quella linea di confine. La spostano “in qua”, riducendo l’area degli inclusi nella dimensione di “uomini” e al-largando l’esercito dei “non-uomini”. Dei non-riconosciuti. Degli estranei, degli stranieri. Coloro che si vedono ma non hanno importanza, che pos-sono essere usati e abbandonati a se stessi. Accolti (se e fino a quando servono) o respinti (come cose inutili o dannose). “Salvati” o “sommer-si”,  per usare le parole di Primo Levi deportato e sopravvissuto ai lager nazisti. L’effetto principale delle “retoriche del disumano”, che si sono consolidate ed allargate soprattutto negli ultimi anni, è quella di disu-manizzare per primi coloro che le condividono. Se una resistenza può nascere oggi, può costituirsi solo sulla morale, sulla memoria, sul senso di dignità e sui residui di cultura. Occorre mettere assieme chi continua a non voler rinunciare alla propria residua umanità. E intende difendere quel brandello di condivisione del proprio stato di uomini con tutto il resto del genere umano. L’effetto della “pedagogia dell’umano”, sta-volta, è quella di “allargare l’area della coscienza” e dell’umanità.
(Da Marco Revelli)

PER UNA SOLA UMANITA’
Liberi ed uguali. Per questi motivi siamo ancora in piazza a difesa e tutela dei Diritti Umani. Contro la “retorica del disumano” che si fa sempre più (in)coscienza sociale. Per una “pedagogia dell’umanità”, che tenga attiva l’area della coscienza e della com-passione. Perché è l’empatia (coi suoi neuroni specchio) – e non l’egoismo individuale, che sta alla base del-l’Umanità! Ed allora, Dirittiumanipertutti!
Rovigo 10 dicembre 2011           Brigate Biancoenero per i Diritti Umani
                                      

I Diritti Umani non sono regali di Natale calati dall’alto, si conquistano dal basso
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COMUNICATO STAMPA
Per una sola Umanità: Diritti Umani per tutti!
Brigate territoriali a tutela dei Diritti Umani
Rovigo, 11 dicembre. Sabato 10 dicembre 2011, a 63 anni dalla Dichia-razione dei Diritti dell’Umanità, Biancoenero ha manifestato “tuttiidiritti-umanipertutti” in piazza Matteotti – Rovigo, dalle ore 16. Un presidio in “comunanza” Perché i Diritti Umani non sono calati dall’alto come regali di Natale, si conquistano e si “liberano” dal basso, giorno per giorno, coscienza per coscienza.
«I Diritti Umani appartengono a ognuno di noi, senza eccezioni. Ma se non conosciamo e difendiamo il nostro diritto e il diritto degli altri ad esercitarli resteranno solo parole in un documento vecchio di decenni». Questo il messaggio lanciato dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in occasione della Giornata dei Diritti Umani del 2011.
Articolo 1: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza». Basta questo primo articolo – su 30 a dare il “la” alla canzone della Umanità ri-trovata e ri-cercata che, come l’utopia, è sempre dieci passi più in là, ma serve a metterci in cam-mino ed a delineare l’orizzonte. Il diritto di uguaglianza e di fratellanza deve stare alla base di ogni protesta sociale come quella smossa dalla crisi economica attuale. Sennò ogni pur giusta lotta resta una rivendi-cazione corporativa che non va a cambiare e modificare le cause che l’hanno prodotta. E le cause sono la disuguaglianza da combattere con la giustizia e con la comunanza. Perché è l’empatia – e non l’egoismo individuale, che sta alla base dell’Umanità!
L’Italia ha ratificato la Dichiarazione dei Diritti Umani del 1948 ma, contro la retorica della (vuota) celebrazione, in un’ottica di pedagogia della libe-razione – i Diritti sono di tutti o sono Privilegi -, Biancoenero lancia la proposta delle Brigate territoriali per i Diritti Umani: per verificare e cen-sire nel nostro territorio, come – e se, sono applicati i 30 articoli dei Di-ritti Umani. E dal monitoraggio attivare risorse propositive per una ef-fettiva e reale adozione dei Diritti, per una sola Umanità!
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RIFERIMENTI
> Il 10 dicembre per i Diritti Umani a Rovigo – 2004 
                  

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