I profanatori di Antonin Artaud di Rovigo

giugno 5, 2010

Rovigo, 5 giugno.  Merda, rutti, scoregge, caccole ed escrementi vari (naturalmente di tipo teatrale) a Marco Munaro, Massimo Munaro e Sergio Garbato, profanatori della tomba di Antonin Artaud. Impresari della cultura usata come elettrochoc per anestetizzare le coscienze e domare la ribellione. Che se Artaud fosse ancora vivo, lo imprigionerebbero in manicomio per cercare di guarirlo, a suon di elettrochoc – appunto.

                                     

Signori Cultori,
«in quell’angusta cisterna che voi chiamate “pensiero”, i valori spirituali marci-scono come paglia». Antonin Artaud – Lettera ai Rettori delle Università Europee
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SPETTACOLARE ANTONIN ARTAUD
Sabato 5 giugno – ore 21.00  Piazza Matteotti – ROVIGO
– Presentazione dell’Album Antonin Artaud di Pasquale Di Palmo
Intervengono l’autore e Sergio Garbato
– OMAGGIO A ARTAUD – Teatro del Lemming
– Proiezione del film muto di Germain Dulac (1928)
“La conqueille e le Clergyman” – su soggetto di Antonin Artaud

VERSO IL SOLSTIZIO D’ESTATE 2010
Feste di Poesia, Musica e Arti   29 maggio – 19 giugno
Quarta edizione della rassegna promossa dall’assessore provinciale Cultura Laura Negri ed ideata dall’associazione Il Ponte del Sale di Marco Munaro. La serata su Artaud è la seconda manifestazione della rassegna.

METTI CASO CHE ARTAUD A ROVIGO
Metti caso che Marco Munaro, del Ponte del Sale organizzi una rassegna di quattro manifestazioni per l’assessore Cultura provinciale Laura Negri. Metti caso che uno di questi incontri sia dedicato ad Artaud con l’Album curato da Pasquale Di Palmo per il Ponte del Sale, allora, per rimanere in famiglia, si può condire la serata con un saggio di fine corso teatrale (sponsorizzato a diecimila euro da Rovigo Cultura) del fratello Massimo Munaro del Teatro del Lemming. E, sempre per restare in famiglia – allargata (ma dicasi ghenga), non può mancare il compagno di merende Sergio prezzemolo Garbato.

IL MEZZO E’ IL MESSAGGIO
Artaud come pretesto per propinare mucillagine garbato-munariana
Si può partire dalla “Logica” di Hegel per affermare che “forma e contenuto si dimostrano affatto identici”, per passare alla “teoria della sincronicità” di Young, ed arrivare a “il mezzo è il messaggio” di Mc Luhan: l’”opera” è intessuta dall’autore e la manifestazione manifesta il manifestante… Per concludere con la sindrome da “macchia di Rorschach”* ri-velata dai suddetti Munaro – Garbato: ogni occasione culturale è buona, ogni pretesto pseudo artistico (ben remunerato) è buono per proiettare supponenza di sé e alterigia prepotenza. La cultura soffice (porno soft) usata come una cortigiana per intorbidire gli animi, o sovraccaricata e violenta (porno hard) come un elettrochoc per anestetizzare le coscienze e sedare e domare la ribellione culturale.

A VOLTE RITORNANO
La violazione della memoria di Artaud è un remake (“coazione a ripetere”) della profanazione di Arthur Rimbaud, avvenuta nel 2004: “Poesia, Musica, Arte, Cinema, nel 150° dalla nascita”. Iniziativa promossa sempre dal Ponte del Sale di Marco Munaro che confluì in una serata multimediale, a s-memoria distorta e sfregiata del poeta, presentata dal solito trombone Sergio Garbato (che Arthur avrebbe definito “peto di merda secca”). Nell’occasione, l’astuta risonanza poetica del vate Munaro si completò nel farsi contribuire l’iniziativa dall’Agip Petroli di Melloni, coniugando l’equazione: Rimbaud faceva il mercante d’armi = Rimbaud si celebra coi soldi del mercante di morte dell’Agip Petroli.

LA CULTURA DEI PRE-POTENTI…
Marco Munaro e Massimo Munaro e Sergio Garbato, conformi al conformismo, anzi proni, ossequiosi, pecoroni, pecorini, servi coi potenti e altezzosi coi perdenti, fiduciari culturali (da Minculpop) del regime partitocratico-economico (dicasi ghenga) che governa il Polesine, che portano memoria dei poeti-sciamani, dei visionari ribelli, degli irrequieti comunardi, degli eretici – antagonisti – anarchici?

… SCIACALLI DELLE VESTIGIA DEI POETI
Si tratta, invece, di autentici profanatori, saccheggiatori di tombe, raccoglitori di cimeli da esporre nei propri salotti. Svuotandoli di significato ed annullandone la forma, perché violando senza cura e rispetto le tombe dei profeti, ne inquinano, polverizzano e s-memorizzano le spoglie e vestigia. E le usano come trofei per spettacolare ed incensare la loro presunzione di sé. Riducono i poeti a figurine bi-dimensionali da incollare negli album della loro vanità: Artaud – ce l’ho, Rimbaud – ce l’ho anch’io, Nietzche – mi manca ma sarà il prossimo, Caravaggio – lo faremo con Costato all’Accademia, Ginsberg – lascialo pure a Costa…

MERDA AI PROFANATORI
Dal “teatro della crudeltà” al “teatro della merda”
Una cura-rimedio, di stampo omeopatico. Ed allora copiosa cacca-merda-pissa, naturalmente di stampo teatrale, gettata, spalmata,  strascicata, su-e-giù, in senso orario e antiorario, ai profanatori di tombe!!!
 

.LA NORIMBERGA DELLA CULTURA
… E Coloro saranno imputati ad un prossimo processo di Norimberga per crimini culturali contro l’umanità!!!
                                                   ***
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APPROFONDIMENTI
> Antonin Artaud – Pour en finir avec le jugement de dieu
(Per farla finita col giudizio di dio)

Estratto dalla pièce radiofonica registrata tra il 22 ed il 27 novembre 1947 per la Radio francese, poi censurata il 2 febbraio 1948 alla vigilia della messa in onda. L’ultima espressione del genio di un poeta, del teatro e della poesia, mortificata dal perbenismo di una falsa morale. Preludio alla morte del poeta avvenuta il 4 marzo 1948.

> Antonin Artaud – “J’ai appris hier” (enregistrement)
Enregistrement par Artaud de son propre poème “J’ai appris hier “.

> Peste Noire – Extrait Radiophonique D’antonin Artaud

> Demetrio Stratos interpreta Antonin Artaud 

> Antonin Artaud : Le rite du Peyotl chez les Tarahumaras
Lecture du texte d’Antonin Artaud rédigé en 1943

IMMAGINI (album): Autoritratto di Antonin Artaud dopo anni di manicomio ed elettrochoc; copertine di libri, e dvd, di e su Antonin Artaud (Lettere ai prepotenti – edizione Stampa alternativa); copertine dei video.  A seguire Rorschach 6/10, l'”opera” – in scatola, di Piero Manzoni e foto di cristallo di neve.
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*GARBATO – MUNARO: LA SINDROME DI RORSCHACH
«Quello sono io!» esclama Sergio Garbato inforchettando il capriolo arrosto ed indicando la stampa incorniciata alla parete della trattoria balinese “Da Venerino”. «Ma daì, se puoi vedere guarda», gli ribatte Marco Munaro attanagliato dalla faraona in teglia, «quello è un omaggio alla mia figura». «Se la visione delle ombre vi procura queste distorsioni – ma non lo vedete che celebra il mio genio teatrale!», si innesta Massimo Munaro tracannando a tutta gola, «vuol dire che è ora di smettere». «E’ tardi, io devo andare» gorgheggia Laura Negri, accompagnata nel suo dire dal suono di una scorreggetta – che non si capisce provenga dai suoi intestini sovraeccitati, attraverso il pertugio anale, o dallo strascichìo della sedia spostata -, «ci troviamo domani sera, con la cena a base di pesce – inizieremo naturalmente dalla testa, per continuare ed approfondire adeguatamente la discussione su Edgar Allan Poe»…

AD LIBITUM… – «Leggete bene la firma del quadro», interviene un esagitato con l’osso in mano (perché se ce l’aveva in bocca non si capiva), sbucando da una sala adiacente, «è scritto Ga-bris Ferr-ra-ri». Il cronista riporta notizia che in una sala contigua si sta discutendo – anche lì animatamente (qualsiasi cosa voglia dire anima per coloro) e col contributo della Regione Veneto, sulla rassegna Puškin – Callegarin, “I grandi della letteratura”… Da rilevare che Sergio Garbato, sdoppiandosi adeguatamente fra le due riunioni (il teatro ed il suo doppio?), intasca due gettoni di presenza per le sue dotte consulenze.

… NEL PAESE DELLA CUCCAGNA  – «In eppetti», spiega l’Accademico Luigi Costato a bocca piena – traduzione “in effetti”, rivolto all’Archivista di Stato Luigi Contegiacomo, «Piero Lanzoni ha creato un’opera gestuale che ha fatto moda», – «Manzoni, Manzoni» suggerisce Ennio Raimondi, imbeccato dal trino Sergio Garbato -, «se da una parte c’è l’artista che valorizza la merda, – seguita imperterrito il gastronomico Costato -,  dall’altra ci sono tante merde che si credono artisti ed intellettuali». Il garbato filosofeggiare, consono alla struttura intellettuale dell’esimio Presidente, coinvolge Andrea Buoso – della Fondazione Banca del Monte, che strabuzza gli occhi a gote ripiene, mentre a lato, al Minelliano Mario Cavriani gli si strozza un lombo di porco in gola. Il solerte cronista riporta notizia che la discussione, niente a che vedere con ”L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” di Walter Benjamin, avviene in una sala contigua a quella delle “ombre”, dove è in atto la manifestazione su Edgar Allan Poe. Gli Accademici convitati stanno relazionando, in gran segreto ed alla “carbonara” -con cena a menù cinquecentesco, come epilogo al banchetto ufficiale di villa Molin-Avezzù di Fratta Polesine, dove il 28 maggio si è tenuta la manifestazione “A tavola nel paese di cuccagna”, che ha chiuso la rassegna dell’Accademia dei Concordi, “L’utopia nel paese di cuccagna”. Se magna – se magna…

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RIFERIMENTI in-canto e musica
Questo testo ha la struttura della classica > “Ballata comunarda” polesana. Sperando che non diventi un canto funebre, alla Velimir Chlébnikov: “quando stanno morendo, gli uomini cantano”.

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2 Risposte to “I profanatori di Antonin Artaud di Rovigo”

  1. cristina said

    Grazie per per la merda (ovviamente gratis) e per le allucinazioni veramente degne di Artaud. …Mi dispiace che tu ci creda veramente…
    e anche che tu senta il bisogno di cagare su ciò che non ti aggrada, ma se ti va bene così caga pure!

  2. Biancoenero said

    A PRESCINDERE – Cara Cristina (Colombo-Munaro) resta qui applicato il suo diritto di espressione, che è stato negato a me – nonostante fossi collabo-ratore all’iniziativa del 150°, quando il Marco Munaro mi ha censurato tutto il carnet di 19 immagini “Rovigo una città in Rimbaud”, perché una – quella sulla Comune di Parigi, non sarebbe piaciuta ad Agostino Melloni dell’Agip Petroli, sponsorizzatore (fra altri) della (s)memorizzazione di Arthur Rimbaud. Robert

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